giovedì 18 luglio 2013

L'anoressia è contagiosa [??]

Per quanti di voi stiano cercando la benzina e l'accendino per bruciarmi in un pubblico rogo, sappiate che il titolo del post è volutamente eccessivo e quanto mi accingo a scrivere non si fonda su basi mediche particolari, ma solo sulla mia personale esperienza. Cercando in rete ho scoperto l'esistenza di studi e ricerche che confermerebbero questa teoria, ma poiché io non sono un dottore né ho condotto ricerche o mi sono documentata in maniera approfondita, sappiate sin da ora che il post che state leggendo si basa su fatti reali, ma pur sempre su riflessioni personali.
Devo anche precisare che parlerò solo dell'anoressia (per quanto ricca di varianti), perché gli altri disturbi alimentari, a mio parere, non seguono le medesime dinamiche.

Per chi non si fosse letto tutto il blog spulciandolo da cima a fondo, vorrei cominciare dicendo che, prima di arrivare allo stato attuale di equilibro e di condotta alimentare compatibile con la vita (quella sociale compresa), io sono stata anoressica. Ho cominciato ad avere fissazioni riguardo al mio corpo attorno agli 11 o 12 anni circa. Anche per questo ho imparata a riconoscere determinati segnali di questa malattia e le persone che se la portano dietro.

Negli anni ho vissuto alcune esperienze che mi hanno permesso di farmi un'idea riguardo alla possibilità di "trasmettere" l'anoressia. Credo che alcune persone siano predisposte ai disturbi alimentari e che la presenza di una persona malata di anoressia o anche solo di qualcuno estremamente magro possa fungere da innesco per l'esordio o per la ricomparsa del disturbo.
In particolare ci sono stati tre episodi che mi hanno portata a questa conclusione, oltre ovviamente a varie testimonianze raccolte tramite blog ed altre fonti.

Il primo episodio risale al periodo della scuola media, all'epoca avevo soltanto un'amica (legavo di più con i maschi) che qui chiamerò Erre. Tutto quello che lei sapeva della mia condotta alimentare era che non mangiavo la merenda durante l'intervallo, per il resto lei era piuttosto grassoccia e a volte esordiva dicendo che la madre voleva metterla a dieta. Non eravamo particolarmente intime e per quanto mi riguardava ero molto riservata e MAI avrei accettato di parlare della "questione del cibo". Le cose però cambiarono quando ad Erre si prese una cotta per un ragazzo della nostra classe, che purtroppo non era attratto da lei, bensì a me. Sebbene io non provassi alcun tipo di interesse per questo ragazzo, Erre impazzì letteralmente, discutemmo molte volte e alla fine litigammo e finimmo per non parlarci più. Da quel momento mi rivolse la parola solo per sapere cos'avrei mangiato a pranzo o nel tentativo di farmi mangiare al posto suo la sua merenda. Per un certo periodo tentò anche un rinnovato approccio amichevole, ma poiché faceva continui commenti sul mio aspetto e su quello che (non) mangiavo, io non mi dimostrai incline a socializzare con lei e così, ben presto, ricominciò a dimostrarsi ostile. La cosa che più mi sconvolse fu un episodio verificatosi durante l'ora di educazione fisica. Mi recai in bagno a metà lezione e attraversando gli spogliatoi, vidi questa mia compagna mentre tentava, invano, di infilarsi nei mie pantaloni. Ricordo di essermi letteralmente infuriata e dopo essermi fatta rendere i vestiti le intimai di non riprovarci mai più. La sua reazione fu assolutamente violenta, mi colpì con un paio di scarpe e mi coprì di insulti e di urla, tanto da richiamare l'attenzione di tutta la classe e della professoressa che, impossibilitata a calmarla, la portò in presidenza. La faccenda si fece molto imbarazzante, convocarono sua madre e alla fine questa mia compagna venne ritirata da scuola e terminò l'anno scolastico presso un altro istituto. Malgrado la madre di  Erre mi avesse tacciata d'avere una pessima influenza sulla figlia, io non avevo mai dato problemi di condotta, prendevo i voti più alti e in classe tutti sapevano che io e lei non parlavamo quasi più e che era stata lei, con i suoi comportamenti strani ed ostili, a danneggiare me. Quindi non fu difficile fingere di non capire perché lei mi odiasse tanto. In realtà io sapevo abbastanza bene cosa le passava per la testa, ma un po' perché era inutile spiegare e un po' perché a me non conveniva parlarne, lascia che la faccenda si esaurisse senza ulteriori spiegazioni.

Un altro caso analogo si verificò nel corso del penultimo anno di liceo. Avevo appena cambiato scuola a seguito di un trasloco e mi ritrovai in una classe con persone completamente sconosciute. Tra le mie nuove compagne c'era anche D.; tutti sapevano che D. era stata malata di anoressia e bulimia e che poi ne era uscita, pur essendo ancora seguita da uno psicologo. Quando entrai in classe la prima volta, forse a causa dei precedenti problemi di D., tutti notarono la mia magrezza e mi etichettarono subito come anoressica. Fu una cosa molto fastidiosa, perché aleggiava un clima da "buona crocerossina" e senza alcun tatto mi ritrovai a dover declinare le "gentili" (quanto invadenti) proposte di aiuto o di dialogo di perfetti sconosciuti. Ben presto, poiché mi dimostrai abbastanza chiusa e formale, venni accusata d'antipatia quasi da tutti e di conseguenza il desiderio di "aiutarmi" calò drasticamente. In tutto questo anche il comportamento di D. cominciò a modificarsi; è difficile da spiegare in termini pratici, ma era come se avesse instaurato una sorta di competizione con me. Tentava di superarmi a livello scolastico e allo stesso tempo ricominciò a non mangiare e a vomitare per superarmi, suppongo, anche nella magrezza. D. viveva con estrema frustrazione i propri insuccessi scolastici ed alimentari e palesava un approccio molto teatrale con il cibo. Ben preso TUTTI si resero conto di quello che le stava succedendo, anche perché D. scoppiava a piangere nel bel mezzo delle lezioni, aveva comportamenti al limite dell'isteria e, sparlando confidandosi con le sue amiche in classe, disse loro che a farla star male ero io. In buona sostanza, a metà anno riuscii, con gran sollievo e gioia, a farmi cambiare di sezione e mi liberai di lei e della sua cricca di amiche crocerossine.

L'ultimo episodio è purtroppo ben più recente; in questi giorni sono successe alcune cose che mi hanno fatto tornare in mente queste due ragazze, ho infatti passato due giornate a Disneyland Paris, con il mio ragazzo e alcuni nostri amici. Tra questi amici c'è anche una ragazza con la quale ho stretto una bella amicizia. Io e lei ci conosciamo da circa due anni e all'epoca del nostro primo incontro lei era la classica ragazza parecchio tonda e parecchio in lotta con il proprio peso. Nel giro di due anni, Effe (così la chiamerò da ora in poi) è riuscita a perdere circa venti chili e di pari passo ha sviluppato una sorta di ammirazione per il mio aspetto. Per quanto ne so io, lei non attribuisce la mia magrezza a malattie o diete particolari, anche perché nel nostro gruppo ci sono due ragazzi magrissimi che, per quantità umana, riportano questa fisicità in un'ottica di perfetta normalità. Quindi Effe vive nella convinzione d'avere un metabolismo molto lento (cosa vera, ma anche dovuta alla sua condotta alimentare) e nel mito del poter un giorno diventare magrissima riuscendo finalmente a rinunciare al cibo. Passando due giorni con lei, mi sono accorta di quanto spesso parli di cibo ed elogi la magrezza estrema in maniera assolutamente ossessiva, tanto da mettere a disagio soprattutto i ragazzi che non sanno mai cosa risponderle e preferiscono quindi tacere. I suoi discorsi vertono su continui paragoni tra la mia fisicità e la sua, tra la mia taglia e la sua, tra quello che mangio io e quello che mangia lei. Per tutto il viaggio, ad ogni pasto, aspettava che io avessi deciso cosa mangiare, solo per prendere più o meno la stessa cosa (salvo poi ordinare altro e colpevolizzarsi alla fine). Effe vive in lotta con il proprio corpo e penso faccia ampio uso di lassativi e forse, a volte, si induca il vomito. Ovviamente non posso averne la certezza matematica, ma ho notato alcuni comportamenti e fatti che mi hanno portata ad intuire questa cosa. Sono anche stata in camera con lei, ci siamo cambiate insieme e il suo corpo la dice abbastanza lunga sui suoi sbalzi di peso... per non parlare del come mi guarda e dei suoi comportamenti prima e dopo i pasti. Molto onestamente penso che questa sua ossessione sia in parte dovuta a me, premetto di non averle mai parlato di diete, peso et simili e siamo finite su discorsi di questo tipo solo molto raramente ed in casi particolari. Il comportamento e "l'evoluzione" di Effe mi hanno ricordato le altre due ragazze delle quali ho parlato poco sopra e, sebbene per il momento io ed Effe siamo in buoni rapporti, a volte le sue parole, i suoi comportamenti ed i suoi atteggiamenti mi mettono in allarme.
Per le mie due ex compagne di scuola non posso fare più nulla e quasi sicuramente non c'è mai stato nulla che potessi fare, ma ad Effe voglio bene e ci conosciamo da tempo. Ormai sono più grande e più matura, quindi non posso fare a meno di considerare il problema sotto altre prospettive. Io e lei siamo rimaste amiche nonostante il ragazzo del quale è innamorata non la ricambi ed abbia una evidente cotta per me (che ovviamente io non incoraggio), fatto che lei attribuisce al suo essere "grassa". Malgrado tutto ci troviamo molto bene insieme, ma la mia presenza è evidentemente deleteria per lei. Sulla base di quanto detto fino ad ora, mi domando se ciò che sono non stia portando Effe non al semplice dimagrire, bensì verso un disturbo alimentare. Per questo motivo ho iniziato a chiedermi se non sarebbe più giusto allentare il rapporto che abbiamo e se, facendo ciò, la sua vita possa poi effettivamente migliorare. In fondo non posso sapere se la situazione sia reversibile, l'unica cosa che so è che non posso aiutarla. Effe nega con forza il problema e comunque io sarei la persona meno indicata per parlargliene, tutto ciò che forse posso fare per lei, è allentare questo rapporto che in fondo penso le faccia più male che altro. Con questo non penso certo di risolvere i suoi problemi, ma forse, venendo a mancare il soggetto che la porta alla competizione nella vita di tutti i giorni, anche le sue ossessioni potrebbero mitigarsi un po'.




9 commenti:

  1. E' sempre molto interessante quello che scrivi. Grazie. tizy

    p.s. o nooooo la prova "dimostra di NON essere un robot...."

    RispondiElimina
  2. Sempre difficile da dire..sicuramente la competizione influisce e forse a certe persone che sono "portate" ai DCA, cioè che hanno questi problemi magari latenti..aiuta a farlo scattare, a farlo partire
    Questo penso un po' come in tutte le ossessioni
    Es.
    Se una persona non fa mai la galleria perché non le piace va bene no? Non è ancora un problema
    Poi magari per un motivo o per un altro scopre che in realtà non la fa perché le crea uno stato di ansia/panico e da li scatta tutto
    Iniziano i problemi che fino al momento prima non c'erano

    Oddio scusa la confusione ma non so come spiegarmi O_o

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, potrebbe anche essere che in lei ormai sia scattato qualcosa e che questo qualcosa evolva comunque a prescindere da me. Eppure, ogni volta che la vedo, ho l'impressione di rinnovare la sua ossessione. E' come se ciò che sono le sbattesse sempre sotto al naso un metro di paragone concreto al quale, altrimenti, potrebbe far riferimento solo in astratto e che quindi la solleciterebbe meno. Come hai detto tu è sempre difficile da dire, quindi per ora ho questa sensazione e non riesco proprio a capire quanto corrisponda al vero e quello che dovrei fare.

      Elimina
  3. Sai in effetti hai ragione...
    pensandoci bene...anch'io ho iniziato così..diciamo che all'inizio quando ero 65 (o forse più)kg mi sono fatta seguire da una nutrizionista, poi quando ho ragguto i 56-55kg lei voleva fermarsi, mentre io no...e qui ho scoperto per puro caso i blog pro ana..non che volessi diventare ana..ma semplicemente confrontarmi con coloro che perdevano peso...e da allora ho perso altri 7kg...certo magari non cosi ossessivamente, ma sono stata influenzata parecchio!!
    Anche da mia cognata, lei che è altissima e magrissima, anche lei ha sicuramente avuti disturbi alimentari..e li riconosco subito..anche se adesso ha fatto pace con se stessa....l'unica fissazione è la corsa...e vi dirò che sta influenzando molto anche me la fissa dello sport!!!
    Io però non mi sono mai comportata ne da invidiosa, ne in maniera concorrenziale, non c'è motivo!!
    Per quanto riguarda la tua amica, visto che le vuoi bene...non sarebbe meglio...parlarne??? Forse lo apprezzerebbe...poi non so..non conosco la vostra amicizia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lei, come te, non si comporta da invidiosa, ma il fatto che la mia presenza la influenzi in maniera abbastanza profonda, sta diventando sempre più evidente. Purtroppo non me ne sono accorta solo io... l'altro giorno, uno dei nostri amici, è venuto a parlarmi delle sue preoccupazioni riguardo a questa cosa (io non gli avevo detto nulla). Certo, potrei andare da lei ed intavolare un discorso, ma devo considerare le cose da un punto di vista razionale. Prima di tutto lei non vuole parlarne e, cosa più importante, io sono l'ultima persona a poterle dire qualcosa. E' un po' come se chi ti vende la droga ti dicesse che ne usi troppa, la assumi male e non dovresti più farne uso. Sarebbe assurdo, stupido ed inutile. In più Effe soffre di un disturbo che non ho mai avuto... io sono stata un'anoressica restrittiva, mentre lei agisce in tutt'altro modo. Anche volendola consigliare in funzione del suo scopo, ho paura di far più danni che altro. Io non trovo sbagliato il suo voler dimagrire, a preoccuparmi è come lei gestisce la cosa e questo posso sicuramente diglielo, solo che non risolverebbe il problema e resterebbe sempre l'interrogativo riguardo agli effetti della mia presenza nella sua vita.

      Elimina
  4. Ciao! Curiosità, dato che molte ragazze rimangono impressionate dalla tua magrezza, quanto sei alta? Ho già letto che pesi 39 ^^ ah..come mangi? =) comunque complimenti perchè il tuo account di Tumblr è davvero fighissimo ! Ti seguo anche lì ( io sono coolbarbiegirl )
    1 abbraccio =)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ora ti cerco su Tumblr e ti aggiungo ai contatti ♥
      Io sono alta 166, sto scrivendo un post dove vorrei parlare del tipo di alimentazione che seguo e dello stile di vita che conduco... detta così sempre uno scritto per autocelebrarmi, ma la verità è che questa domanda me la pongono spesso e magari la mia esperienza potrebbe tornare utile ad altre persone. Purtroppo ho poco tempo in questi giorni, ma conto di riuscire comunque a terminare di scrivere il post in questione e di upparlo sul blog a breve. Sto cercando di scriverlo in maniera chiara, sintetica, ma precisa.

      Elimina
    2. Non ti preoccupare non sembra che cerchi di autocelebrarti..se una che pesa così poco non si può permettere di scrivere un post di consigli su come gestire l'alimentazione , allora chi?

      Elimina
  5. io mi trovo a leggerti e seguirti per lo stesso motivo, non sono anoressica, ma vorrei essere molto magra e seguo diete estreme, quindi secondo me non hai affatto torto!

    RispondiElimina

Per favore, siate educati ( ^‐^)_且~~