mercoledì 31 luglio 2013

Vacanze e deliri vari


La settimana corsa sono partita con alcune persone per una sorta di gita/vacanza, speravo di svagarmi un po' e di passare qualche giornata piacevole (con me c'è anche il mio ragazzo), ma un po' per il posto e un po' per la gente, alla fine mi sto più che altro stressando
( ; _ ; )
Tanto per cominciare, in questo posto la mia connessione internet prende solo in determinati punti della casa e comunque è lentissima, i ragazzi di questa comitiva sono piuttosto insopportabili (poi vi spiegherò il motivo) e per finire mercoledì scorso mi sono fatta male (T.T) In realtà non è nulla di grave e la colpa è soltanto mia, ma si è trattato di un "incidente" imbarazzante che dovuto spiegare almeno al mio ragazzo e per giustificarlo ho preferito mentire... perché mi sentivo parecchio scema. In poche parole è andata così: ogni mattina, appena svegli io faccio circa 40 minuti di esercizi tra addominali e cose varie; visto che non ero a casa ho pensato bene di stendere un telo da mare sul pavimento e di usarlo al posto del materassino... Risultato? Mi sono procurata una ferita, suppongo dovuta all'attrito (visto che non ho preso colpi), in corrispondenza dell'osso sacro (T ^ T)... Fa veramente malissimo e ho dovuto dire al mio ragazzo di essere scivolata su uno scoglio.
Oltre a questo fatto, già durante il viaggio in auto, ho avuto i primi problemi con una ragazza della comitiva... La "fanciulla" in questione era innamorata del mio ragazzo e anni fa si era anche dichiarata solo per vedersi respingere, in teoria aveva accettato la cosa e i loro rapporti erano tornati su un piano di amicizia... Peccato che, pur non conoscendoci, lei si sia da subito dimostrata più che ostile nei miei riguardi, mentre riserva al mio ragazzo moine e gentilezze demenziali. Questo essere appartiene ad una delle categorie che più odio: la chiappona ignorante che dice a TUTTI di essere bulimica e pretende di essere commiserata e compatita da chiunque, proprio partendo da questo presupposto.
Si è presentata più o meno così: "Ciao, sono Chiara e sono grassa perché sono malata. Sono bulimica e durante i pasti tutti dovranno stare dietro al mio gigantesco culo"... FANTASTICO!!! A metà strada ci siamo fermati per comprare qualcosa da mangiare e lei ovviamente si è ingozzata, solo per poi farci fermare in un'aera di sosta, fingere di dover vomitare in un prato e piangere davanti a tutti perché GUARDA IL CASO non ci riusciva (¬_¬)'  Sarò insensbile, ma io direi che fingeva palesemente, anche perché questa scenetta da baraccone si ripete ormai da giorni e sempre nello stesso identico modo... Non ho ovviamente detto nulla, ma neppure le ho dato corda, eppure mi ha ammorbata per tutto il resto del viaggio parlandomi dei fatti suoi e dicendomi quanto sono bella e magra e che vorrebbe essere come me, che a 10 anni (ahahah lol) era come me e che poi si è ammalata a seguito della depressione dovuta alla morte del suo (UDITE UDITE) coniglio!!! Io amo gli animali, li adoro e sono legatisisma ai miei. Ovviamente ho pianto tantissimo quando, nel tempo, alcuni sono morti, ma ritengo come minimo surreale attribuire i proprio "disturbi alimentari" alla morte di un coniglio! Mentre lo raccontava volevo sputarle in occhio e deve averlo capito, perché subito dopo ha aggiunto che in quel periodo era poi mancato anche suo nonno (eh certo! il nonno viene OVVIAMENTE dopo il coniglio... mah) ecc ecc Comunque, dopo 5 ore di elogi sfrenati sul mio aspetto e lagnanze su vari animali e parenti defunti, in serata ha fatto in modo di restare sola con il mio ragazzo, mentre io facevo i letti, ed è andata a dirgli che, secondo lei, io sarei troppo magra, che faccio impressione e che sicuramente sono anoressica e\o bulimica e che, se mi ama, deve farmi mangiare!!! Il mio ragazzo è stato fantastico, perché le ha risposto che non ho sicuramente quel genere di disturbi, che sono bellissima e che secondo lui lei parla mossa da vecchi rancori. Visto che Chiara insisteva, le ha anche assicurato che non ho il suo stesso problema, visto che IO sono magra (≧∇≦)rotfl al contrario di lei e non mi ha mai vista abbuffarmi e vomitare. Le ha detto che mangio, anche se poco, e che non deve preoccuparsi (leggete pensare ai fatti suoi). Lei ci è rimasta malissimo e non ha parlato né a me né a lui per due giorni... Avesse continuato così, sarebbe stato decisamente meglio!
Comunque ogni pasto è una via crucis con lei che da spettacolo e prima di cucinare bisogna chiederle cosa vuole mangiare, perché altrimenti si sente male; peccato che si ingozzi a morte fuori dai pasti strafogandosi di frutta secca e semi vari, solo per poi mettere in croce tutti, costringendoci a mangiare quello che vuole lei durante i pasti. Al secondo giorno io mi sono chiamata fuori, perché questa sfasciapalle si professa vegana e mangia soltanto pasta scondita (e io pasta non ne mangio), verdure unte, sformati schifosi e cotolette vegetali. Siamo al mare, girano quintali di pesce e di cocomeri ed è a quelli che mi voglio dedicare; così io e il mio ragazzo abbiamo iniziato a disertare i loro tristi pasti per andare a mangiare fuori e una sera ci siamo divisi un astice al loro stesso tavolo, mentre loro ingurgitavano zucchine e riso. La cosa deve aver avuto un qualche impatto, perché ora si cucina per tutti e Chiara mangia quello che vuole per i cavoli suoi.
Il resto della vacanza non sarebbe poi tanto male, facciamo molte gite, camminate, escursioni in bicicletta e  la sera giriamo per le vie della città con i rollerblade.


domenica 21 luglio 2013

Peso e lividi o(;△;)o

Se avete letto il post precedente, saprete che qualche giorno fa sono stata a Disneyland Paris. Ovviamente mi sono divertita da morire e sono stata benissimo, le attrazioni del parco erano meravigliose e alcune mi sono piaciute così tanto che ho fatto la coda più volte per salirci. Nel complesso quelle due giornate sono state veramente piene e logicamente anche un po' stancanti. Essendo con altre persone ho evitato qualsiasi comportamento troppo "singolare" sul fronte alimentare, questo non vuol dire che mi sia ingozzata (per me sarebbe stranissimo anche quello!)... anzi, ho mantenuto piuttosto bene il mio regine, ma qualitativamente ho potuto scegliere fino ad un certo punto e sono purtroppo stata attraversata dal timore d'aver mangiato comunque troppo durante la cena dell'ultimo giorno (almeno era a base di carne). Comunque sono tornata a casa abbastanza distrutta e con qualche paranoia riguardo l'amica della quale ho parlato nel post precedente. Confesso che, all'euforia di quei due giorni, è seguita una certa malinconia, dovuta forse al ritorno in questa città piatta e sciatta (mi succede sempre, ogni volta che parto per un posto qualsiasi e poi sono costretta a tornare). Alla fine mi sono pesata e ho scoperto che piuttosto che prendere qualcosa ho perso, ovviamente un calo di peso non era programmato e malgrado a volte pensi che 37 sarebbe molto meglio che 39, ammetto d'essere troppo pigra per provarci seriamente. A spaventarmi non è tanto la difficoltà a perdere questi due chili, quanto il cosa dovrei poi fare per mantenere quel peso. La mia dieta attuale mi mantiene in perfetto equilibrio e mi lascia anche un margine calorico nel quale poter sforare una volta ogni tanto per concedermi qualche leccornia con gli amici. Se scendessi a 37 dovrei rivedere tutto per evitare l'effetto yo-yo e per riuscire a gestire, come la gestisco ora, la mia alimentazione (sempre che sia possibile). E' pur vero che due chili non sono niente, ma tutto dipende dalla persona; due chili in meno su 70 kg sono ben diversi dai 2 kg in meno su 39! Prima di tutto si fatica molto di più per perderli bene e con bene intendo perderli di massa grassa e non di massa magra e si fatica anche di più per mantenere quella perdita. Dovrei eliminare tutti gli zuccheri per almeno un mese ((*゜Д゜)ゞ” e reinserirli molto MOLTO lentamente pregando di non buttare poi tutto il lavoro per qualche biscotto. Non che i biscotti e i dolci in generale siano indispensabili, ma cavolo... non intendo vivere rosicchiando sedano e carote! Anche perché non è necessario, se lo fosse mi rassegnerei anche alla cosa, ma visto che posso concedermi altri regimi meno "tristi", credo di preferire così. Quindi non so bene cosa farmene di questa perdita di peso, da una parte vorrei "coltivarla", ma dall'altra parte penso sarebbe un errore. Quindi ho deciso di ignorarla \(o ̄∇ ̄o)/ yheee (lol) se resto così evviva e bene! se torno come prima amen e pace. Vi farò sapere in merito.

Da Disneyland non sono tornata solo con qualcosa in meno, ma anche con qualcosa in più: i lividi!!! Lì per lì ne avevo notati alcuni, ma non mi ero affatto resa conto di quanti fossero in realtà e di quanto fossero grossi... e neri (╥_╥)' ne ho praticamente uno per vertebra! uno su una spalla, un altro su un gomito, un paio sulle gambe, due sul sedere (uno per lato!!!) e uno piccolino vicino ad un occhio (-_-) perché mi sono data una randellata da sola con uno dei miei anelli... A parte quello sul viso, gli altri lividi credo di essermeli fatti quasi tutti su un paio di attrazioni in particolare. Oltre a questo, durante il tragitto in treno dall'aeroporto a casa, sono stata letteralmente sbranata viva dalle zanzare (io sono allergica alle loro punture e i segni rossi diventano sempre ENORMISSIMI). Per fortuna ho almeno scampato l'abbronzatura; tra creme solari fattore 50+, ombrello, cappello e indumenti relativamente coprenti, alla fine sono riuscita a non abbronzarmi affatto (e soprattutto a non bruciarmi) e per essere certa della cosa ho portato legato ad un polso un bracciale aderente a fascia, in modo da poter poi confrontare quel lembo di pelle sempre coperto con il resto del corpo (-_-).


giovedì 18 luglio 2013

L'anoressia è contagiosa [??]

Per quanti di voi stiano cercando la benzina e l'accendino per bruciarmi in un pubblico rogo, sappiate che il titolo del post è volutamente eccessivo e quanto mi accingo a scrivere non si fonda su basi mediche particolari, ma solo sulla mia personale esperienza. Cercando in rete ho scoperto l'esistenza di studi e ricerche che confermerebbero questa teoria, ma poiché io non sono un dottore né ho condotto ricerche o mi sono documentata in maniera approfondita, sappiate sin da ora che il post che state leggendo si basa su fatti reali, ma pur sempre su riflessioni personali.
Devo anche precisare che parlerò solo dell'anoressia (per quanto ricca di varianti), perché gli altri disturbi alimentari, a mio parere, non seguono le medesime dinamiche.

Per chi non si fosse letto tutto il blog spulciandolo da cima a fondo, vorrei cominciare dicendo che, prima di arrivare allo stato attuale di equilibro e di condotta alimentare compatibile con la vita (quella sociale compresa), io sono stata anoressica. Ho cominciato ad avere fissazioni riguardo al mio corpo attorno agli 11 o 12 anni circa. Anche per questo ho imparata a riconoscere determinati segnali di questa malattia e le persone che se la portano dietro.

Negli anni ho vissuto alcune esperienze che mi hanno permesso di farmi un'idea riguardo alla possibilità di "trasmettere" l'anoressia. Credo che alcune persone siano predisposte ai disturbi alimentari e che la presenza di una persona malata di anoressia o anche solo di qualcuno estremamente magro possa fungere da innesco per l'esordio o per la ricomparsa del disturbo.
In particolare ci sono stati tre episodi che mi hanno portata a questa conclusione, oltre ovviamente a varie testimonianze raccolte tramite blog ed altre fonti.

Il primo episodio risale al periodo della scuola media, all'epoca avevo soltanto un'amica (legavo di più con i maschi) che qui chiamerò Erre. Tutto quello che lei sapeva della mia condotta alimentare era che non mangiavo la merenda durante l'intervallo, per il resto lei era piuttosto grassoccia e a volte esordiva dicendo che la madre voleva metterla a dieta. Non eravamo particolarmente intime e per quanto mi riguardava ero molto riservata e MAI avrei accettato di parlare della "questione del cibo". Le cose però cambiarono quando ad Erre si prese una cotta per un ragazzo della nostra classe, che purtroppo non era attratto da lei, bensì a me. Sebbene io non provassi alcun tipo di interesse per questo ragazzo, Erre impazzì letteralmente, discutemmo molte volte e alla fine litigammo e finimmo per non parlarci più. Da quel momento mi rivolse la parola solo per sapere cos'avrei mangiato a pranzo o nel tentativo di farmi mangiare al posto suo la sua merenda. Per un certo periodo tentò anche un rinnovato approccio amichevole, ma poiché faceva continui commenti sul mio aspetto e su quello che (non) mangiavo, io non mi dimostrai incline a socializzare con lei e così, ben presto, ricominciò a dimostrarsi ostile. La cosa che più mi sconvolse fu un episodio verificatosi durante l'ora di educazione fisica. Mi recai in bagno a metà lezione e attraversando gli spogliatoi, vidi questa mia compagna mentre tentava, invano, di infilarsi nei mie pantaloni. Ricordo di essermi letteralmente infuriata e dopo essermi fatta rendere i vestiti le intimai di non riprovarci mai più. La sua reazione fu assolutamente violenta, mi colpì con un paio di scarpe e mi coprì di insulti e di urla, tanto da richiamare l'attenzione di tutta la classe e della professoressa che, impossibilitata a calmarla, la portò in presidenza. La faccenda si fece molto imbarazzante, convocarono sua madre e alla fine questa mia compagna venne ritirata da scuola e terminò l'anno scolastico presso un altro istituto. Malgrado la madre di  Erre mi avesse tacciata d'avere una pessima influenza sulla figlia, io non avevo mai dato problemi di condotta, prendevo i voti più alti e in classe tutti sapevano che io e lei non parlavamo quasi più e che era stata lei, con i suoi comportamenti strani ed ostili, a danneggiare me. Quindi non fu difficile fingere di non capire perché lei mi odiasse tanto. In realtà io sapevo abbastanza bene cosa le passava per la testa, ma un po' perché era inutile spiegare e un po' perché a me non conveniva parlarne, lascia che la faccenda si esaurisse senza ulteriori spiegazioni.

Un altro caso analogo si verificò nel corso del penultimo anno di liceo. Avevo appena cambiato scuola a seguito di un trasloco e mi ritrovai in una classe con persone completamente sconosciute. Tra le mie nuove compagne c'era anche D.; tutti sapevano che D. era stata malata di anoressia e bulimia e che poi ne era uscita, pur essendo ancora seguita da uno psicologo. Quando entrai in classe la prima volta, forse a causa dei precedenti problemi di D., tutti notarono la mia magrezza e mi etichettarono subito come anoressica. Fu una cosa molto fastidiosa, perché aleggiava un clima da "buona crocerossina" e senza alcun tatto mi ritrovai a dover declinare le "gentili" (quanto invadenti) proposte di aiuto o di dialogo di perfetti sconosciuti. Ben presto, poiché mi dimostrai abbastanza chiusa e formale, venni accusata d'antipatia quasi da tutti e di conseguenza il desiderio di "aiutarmi" calò drasticamente. In tutto questo anche il comportamento di D. cominciò a modificarsi; è difficile da spiegare in termini pratici, ma era come se avesse instaurato una sorta di competizione con me. Tentava di superarmi a livello scolastico e allo stesso tempo ricominciò a non mangiare e a vomitare per superarmi, suppongo, anche nella magrezza. D. viveva con estrema frustrazione i propri insuccessi scolastici ed alimentari e palesava un approccio molto teatrale con il cibo. Ben preso TUTTI si resero conto di quello che le stava succedendo, anche perché D. scoppiava a piangere nel bel mezzo delle lezioni, aveva comportamenti al limite dell'isteria e, sparlando confidandosi con le sue amiche in classe, disse loro che a farla star male ero io. In buona sostanza, a metà anno riuscii, con gran sollievo e gioia, a farmi cambiare di sezione e mi liberai di lei e della sua cricca di amiche crocerossine.

L'ultimo episodio è purtroppo ben più recente; in questi giorni sono successe alcune cose che mi hanno fatto tornare in mente queste due ragazze, ho infatti passato due giornate a Disneyland Paris, con il mio ragazzo e alcuni nostri amici. Tra questi amici c'è anche una ragazza con la quale ho stretto una bella amicizia. Io e lei ci conosciamo da circa due anni e all'epoca del nostro primo incontro lei era la classica ragazza parecchio tonda e parecchio in lotta con il proprio peso. Nel giro di due anni, Effe (così la chiamerò da ora in poi) è riuscita a perdere circa venti chili e di pari passo ha sviluppato una sorta di ammirazione per il mio aspetto. Per quanto ne so io, lei non attribuisce la mia magrezza a malattie o diete particolari, anche perché nel nostro gruppo ci sono due ragazzi magrissimi che, per quantità umana, riportano questa fisicità in un'ottica di perfetta normalità. Quindi Effe vive nella convinzione d'avere un metabolismo molto lento (cosa vera, ma anche dovuta alla sua condotta alimentare) e nel mito del poter un giorno diventare magrissima riuscendo finalmente a rinunciare al cibo. Passando due giorni con lei, mi sono accorta di quanto spesso parli di cibo ed elogi la magrezza estrema in maniera assolutamente ossessiva, tanto da mettere a disagio soprattutto i ragazzi che non sanno mai cosa risponderle e preferiscono quindi tacere. I suoi discorsi vertono su continui paragoni tra la mia fisicità e la sua, tra la mia taglia e la sua, tra quello che mangio io e quello che mangia lei. Per tutto il viaggio, ad ogni pasto, aspettava che io avessi deciso cosa mangiare, solo per prendere più o meno la stessa cosa (salvo poi ordinare altro e colpevolizzarsi alla fine). Effe vive in lotta con il proprio corpo e penso faccia ampio uso di lassativi e forse, a volte, si induca il vomito. Ovviamente non posso averne la certezza matematica, ma ho notato alcuni comportamenti e fatti che mi hanno portata ad intuire questa cosa. Sono anche stata in camera con lei, ci siamo cambiate insieme e il suo corpo la dice abbastanza lunga sui suoi sbalzi di peso... per non parlare del come mi guarda e dei suoi comportamenti prima e dopo i pasti. Molto onestamente penso che questa sua ossessione sia in parte dovuta a me, premetto di non averle mai parlato di diete, peso et simili e siamo finite su discorsi di questo tipo solo molto raramente ed in casi particolari. Il comportamento e "l'evoluzione" di Effe mi hanno ricordato le altre due ragazze delle quali ho parlato poco sopra e, sebbene per il momento io ed Effe siamo in buoni rapporti, a volte le sue parole, i suoi comportamenti ed i suoi atteggiamenti mi mettono in allarme.
Per le mie due ex compagne di scuola non posso fare più nulla e quasi sicuramente non c'è mai stato nulla che potessi fare, ma ad Effe voglio bene e ci conosciamo da tempo. Ormai sono più grande e più matura, quindi non posso fare a meno di considerare il problema sotto altre prospettive. Io e lei siamo rimaste amiche nonostante il ragazzo del quale è innamorata non la ricambi ed abbia una evidente cotta per me (che ovviamente io non incoraggio), fatto che lei attribuisce al suo essere "grassa". Malgrado tutto ci troviamo molto bene insieme, ma la mia presenza è evidentemente deleteria per lei. Sulla base di quanto detto fino ad ora, mi domando se ciò che sono non stia portando Effe non al semplice dimagrire, bensì verso un disturbo alimentare. Per questo motivo ho iniziato a chiedermi se non sarebbe più giusto allentare il rapporto che abbiamo e se, facendo ciò, la sua vita possa poi effettivamente migliorare. In fondo non posso sapere se la situazione sia reversibile, l'unica cosa che so è che non posso aiutarla. Effe nega con forza il problema e comunque io sarei la persona meno indicata per parlargliene, tutto ciò che forse posso fare per lei, è allentare questo rapporto che in fondo penso le faccia più male che altro. Con questo non penso certo di risolvere i suoi problemi, ma forse, venendo a mancare il soggetto che la porta alla competizione nella vita di tutti i giorni, anche le sue ossessioni potrebbero mitigarsi un po'.




giovedì 11 luglio 2013

M.

Un po' di tempo fa sono tornata nella città nella quale ho frequentato la scuola elementare, ero nel mio vecchio quartiere quando ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi chiamava. Mi sono voltata e ho visto diverse persone passare, ma sul momento non ho notato nessun viso familiare; credo sia stata questione di pochi secondi e la signora con il passeggino mi ha chiamata ancora e mi ha salutata con la mano.
Malgrado io sia piuttosto fisionomista e tenda a ricordare anche chi ho visto una volta soltanto in vita mia, lì per lì mi sono trovata piuttosto spaesata. Non c'è nessuno nella mia vita che corrisponda alla tipologia della donna che in quel momento mi stava difronte. Senza contare che in quella città (e nello specifico in quel quartiere) non andavo da anni.
Se non fosse stato per l'orrenda zazzera di capelli rossi, ricci ed in formi, non avrei MAI capito che quella donna era M., una mia compagna della scuola elementare e che, in teoria, ha la mia stessa età.
M. indossava un vestito informe color topo, tutto il suo corpo era orrendamente appesantito e avanzava spingendo un passeggino blu con dentro un bambino unto e rubicondo che si leccava insistentemente il palmo della mano e allo stesso tempo teneva per mano un altro marmocchio più grande.
Non ho idea di che faccia potessi avere in quel momento, ma lei si è avvicinata tutta sorridente e ha dato il via alle solite battute che ci si scambia in questi casi: come stai, cosa fai, dove vivi, studi o lavori, ti trovo bene io NO ohmmioddio!!!, come si chiamano i tuoi mostri figli, ecc ecc
Così, praticamente in mezzo alla strada, è emersa la storia e la vita di M.
M. è rimasta incinta mentre io ero alle superiori, ha lasciato la scuola per questo motivo, si è poi sposata con il padre del secondo bambino e fa la casalinga. Ha qualche capello bianco, per quanto la cosa possa sembrare surreale visto che neanche mia madre li ha! Dimostra almeno quindici anni più di quelli che dovrebbe avere e non si capacitava di come io non fossi cambiata affatto.
Per tutto il tempo di questa conversazione io non sapevo cosa dire, volevo andarmene e avrei preferito essere sulla Luna piuttosto che lì. M. mi faceva tristezza e allo stesso tempo schifo, aveva gli occhi vuoti di chi non vede più niente e parlava di nullaggini domandando e rispondendosi da sola. Ogni volta che mi chiedeva qualcosa di personale si affrettava a coprire le mie parole con frasi quali "eeeh... ma con una famiglia poi cambia tutto", "eeeh... ma dopo due figli quel fisico te lo sogni!", "eeeh... quando ci passerai capirai", "eeeh... ma che vestiti?", "eeeh... mi sarebbe piaciuto fare xxx, ma ci sono altre cose adesso", "eeeh... bla bla bla bla".
E' stato un vero incubo, quella persona è lo spettro vivente di tutto ciò che io non voglio essere né sarò MAI! Non potevo credere che fosse mia coetanea, a volte rivedo altre compagne del liceo e non mi ero mai trovata in presenza di tanta fatiscenza. M., i suoi bambini grassocci e con il moccio, il suo vestito da casalinga sfatta, i suoi capelli osceni, quel corpo flaccido e le sue parole rassegnate, mi hanno completamente disgustata.
Continuavo a chiedermi perché non avesse abortito o perché non fosse scappata o perché non scappasse adesso, ma più mi stava davanti e più capivo che non poteva andare da nessuna parte.

Ho sempre saputo di non voler figli e non ho mai pensato di voler mettere su casa per badare a mio marito, stirare calzini e pulire cessi, ma adesso preferirei essere morta piuttosto che dover anche solo sbirciare in quella direzione.
Sono più che mai felice della vita che conduco e anche se molti mi dicono che poi, crescendo e dopo invecchiando, di queste cose non mi resterà nulla, io rispondo che ADESSO ho TUTTO (e ciò che ancora non ho sono ben intenzionata ad ottenerlo e/o a prendermelo) e ne godo. NIENTE è per sempre, i figli possono morire o odiarti, il marito ti può lasciare, la casa ti può crollare addosso, il lavoro lo puoi perdere! Per quanto mi riguarda neppure "l'anima" è immortale e tutti siamo destinati a finire. Quello che conta è ciò che sei e ciò che fai, perché alla fine sono quelle le cose che restano fino a quando si è vivi e consapevoli.
Io voglio essere bella il più a lungo possibile, voglio amare il più intensamente possibile, essere amata a mia volta altrettanto fortemente, voglio essere desiderata, voglio spendere il mio denaro per cose che amo e mi gratificano, voglio leggere, voglio scrivere, voglio viaggiare, voglio pagare il ridotto ingannando con il mio aspetto il più a lungo possibile, voglio ricevere altre lettere d'amore, voglio tagliare in due il mondo e spero di poter finire ritirandomi con classe. Non temo la solitudine o il giudizio delle persone, come tutti ho degli interrogativi e dei timori riguardo al futuro, ma di una cosa sono assolutamente certa: io resterò sempre e comunque me stessa e non permetterò a niente e nessuno di deformarmi.

domenica 7 luglio 2013

sabato 6 luglio 2013

Problema eXtra eXtra Small - Dove acquistare abiti taglia 36 e 38

Se portate una di queste due taglie (in particolare la 36), vi sarete sicuramente resi conto che la storia della "moda anoressizzante e dei relativi negozi per anoressiche", è appunto soltanto una storia o meglio una favoletta. La stragrande maggioranza dei negozi d'abbigliamento veste taglie standard, ossia le più comuni. Per questo sarà facilissimo trovare abiti tra la 40 e la 46, mentre sarà praticamente impossibile reperire capi di altre misure. Lasciando alle over 46 (brrrrr) i loro negozi per taglie conformate, vorrei occuparmi di chi, come me, veste una 36 o una 38 e non sa bene dove cavolo sbattere la testa per comprare gli abiti. 

Comincio col dire che è MOLTO più facile trovare vestiti taglia 38, piuttosto che quelli taglia 36... quindi qui mi concentrerò solo sulle marche e negozi che le trattano entrambe.
Premessa: sappiate che la mia "cultura" in merito all'argomento è limitata ai negozio nei quali acquisto e che di solito hanno abbigliamento per ragazze giovani; quindi, se vestite in maniera più classica, non so bene quanto potrà esservi utile questo post. Oltre a ciò io vesto Loli e acquisto quasi tutti i miei abiti in Giappone, dove è molto più facile trovare taglie piccole (36 compresa), perciò quello che compro in Italia è piuttosto limitato e ovviamente ricalca il mio genere.

Per chi veste la taglia 36 esistono diverse soluzioni abbastanza buone per riuscire a vestirsi avendo un po' di scelta. Molti negozi non trattano questa taglia e lo stesso vale per diverse marche che non scendo sotto alla 38 o più facilmente alla 40. Diciamo che, ovviamente, a livello di politica basata sul puro marketing, ogni negozio punterà sulle vendite e sulla relativa soddisfazione della maggior parte dei clienti; la clientela media porta ovviamente taglie medie, quindi non è poi così strano che tutto ciò che sfora da questa media diventi difficile da reperire. Non si tratta di moda anoressizzante e o di negozi che vogliono farci ingrassare... non è che io non trovo la 36, perché la moda vuole farmi diventare una 40! (Allo stesso modo, care "cicce", nessuno vi sta chiedendo di diventare anoressiche! Come il fisico da modella è poco frequente, anche quello da cetaceo non è propriamente la norma ). Certe taglie non si trovano, perché venderebbero meno o non sarebbero richieste. Anche per questo è più facile trovare una 36 in un negozio per ragazze giovani, piuttosto che in uno di abbigliamento classico. In un certo tipo di negozio la clientela andrà dai 13 ai 30 anni ed ovviamente a 13 anni ci si aspetta che una ragazza possa portare la 36 (pur non essendo sottopeso), mentre sarà più difficile veder entrare qualcuno con la 48. In più, questo genere di negozi propone minigonne, magliette, vestitini e pantaloni attillati, tutte cose che oltre la taglia 44 risulterebbero ridicole e di cattivo gusto se indossate. 
La prima e più fornita fonte di abbigliamento taglia 36 è sicuramente internet, se siete disposti ad acquistare online, troverete molta più scelta rispetto ai negozi italiani fisici. In linea di massima sarà possibile trovare direttamente vestiti taglia 36, farsi fare capi su misura o avere accesso ad una tabella con le misure precise di ogni capo (vi basterà confrontarle con le vostre per farvi un'idea). Siti quali Storenvy o eBay ospitano negozi da tutto il mondo e offrono abbigliamento per tutte le taglie, molti poi sono negozi asiatici e le tagli sono piccole di base. Per esempio una S asiatica non corrisponderà mai ad una S europea o peggio americana! Quando entrate in un negozio e leggete l'etichetta di un capo che riporta la scritta S, non fatevi ingannare; la S indica praticamente sempre la taglia 40 e non la 38 o la 36! Una 38 è di norma etichettata come XS, mentre la 36 come XXS (roba che non si vede praticamente MAI!). Mentre una S asiatica (di norma è specificato) in un negozio cinese, coreano o giapponese tenderà ad essere una 38 e la XS una 36.
L'unico problema di questi siti riguarda i pantaloni che a volte possono essere corti, vi conviene quindi richiedere le misure dettagliate prima di fare i vostri acquisti ed eventualmente (quando è possibile) commissionare un capo su misura. Io, per esempio, ho la vita e i fianchi molto sottili e di solito i pantaloni che mi andrebbero coprono un'altezza paria a 157 cm... circa 10 cm meno di quel che sono io! ( ̄д ̄)'. Quindi leggete bene o chiedete prima di fare i vostri acquisti!

Per chi fosse avverso agli acquisti online o preferisse provare gli abiti prima di comprarli, restano i negozi fisici.
In Italia, come ho già detto, non sono molti quelli che vestono la taglia 36, ma qualcosa c'è e si trova sempre (~▽~). 
Vi elenco qui sotto quelli che conosco o che comunque mi vengono in mente:

BERSHKA è tra i pochi marchi a produrre abiti taglia 36. Causa incompatibilità con i miei gusti, non ho mai comprato nulla da loro, ma per onor di cronaca ve lo segnalo comunque, perché magari a qualcuno interessa.

JENNYFER è una catena francese e da loro potrete trovare la 36, posso dirvi che ha dei prezzi davvero buoni, durante i saldi le cose praticamente "te le tirano dietro" e si trovano vestiti di vari generi e un po' per tutti i gusti. La qualità degli abiti è nella media.
Questa qui sotto è la loro tabella delle taglie:

TALLY WEiJL è un'altra catena che si occupa di taglie piccole (diciamo anche di quelle!), la loro 32 corrisponde alla 36 italiana e lì avrete qualche speranza di trovare dei pantaloni che vi stiano attillati o dei capi senza spallina che non vi ritroverete poi sui piedi (-_-). I loro vestiti hanno una qualità abbastanza buona e dei prezzi ottimi (vale il discorso dei saldi fatto per Jennyfer), ma sono prevalentemente cose di moda in quel momento e se vestite in maniera più particolare, dovrete sperare in un po' di fortuna per trovare qualcosa di adatto. Ricordatevi che le cose segnate come S non sono delle 36, sono delle 40; su i capi etichettati con questo sistema dovrete dovrete cercare le XXS se volete la taglia 36!
Questa è la tabella delle loro taglie: 

Posso dirvi che i loro pantaloni taglia 36 (32) non elasticizzatati potrebbero essere leggermente larghi sui fianchi, per trovare qualcosa di davvero piccolo dovrete cercare pantaloncini corti o pantaloni elasticizzati (ma non preoccupatevi, sono quasi tutti così) che vestono fino ad 87 cm di fianchi, ma che senza tenderli sono larghi di loro 80/81 cm (ho misurato i miei per darvi i dettagli precisi).
Ecco un pratico esempio (autoprodotto, visto che ho fatto acquisti da loro giusto oggi):
Quelli con l'etichetta nera sono pantaloni elasticizzati, mentre l'altra è una maglietta.

H&M produce anche capi taglia 36 (c'è da fare la solita conversione),  io ho comprato da loro solo un paio di volte e solo nel reparto bambini, quindi non so darvi indicazioni troppo dettagliate. I prezzi sono buoni e la qualità dei vestiti anche.
Tabella taglie:


Il marchio Smogh ho letto che tratta anche la 36 (penso che necessiti della conversione e che quindi si debba poi cercare una 32), ma non ho mai preso niente da loro... quindi boh!

Brandy & Melville altra catena che dispone della taglia 36, ha dei negozi fisici a Milano e Roma, ma non mi risulta sia presente in altre città italiane. I capi segnati come taglia unica corrispondono ad una 38/40 e i pantaloni sono tra la 36 e la 38. E' tacciata come marca per anoressiche ed è stata immolata sull'altare di chi demonizza la "famosa moda anoressizzante" (menomale, così le non interessate si terranno alla larga e non dovrete sgomitare tra gli appendini con soggetti grossi tre volte voi!); personalmente posso dirvi che ha cose molto carine, al contrario di quello che ho sentito spesso dire, le taglie sono quelle indicate e se avete una 38 o  una 36 non preoccupatevi che lì troverete la vostra misura. 
Questa è la loro tabella per le taglie:

Esistono altre marche e negozi che dispongono di taglie piccole, come per esempio OVS e Baby Angel di Fiorucci, Phard e Tezenis, ma siate consapevoli del fatto che NON troverete dei pantaloni che vi stiano. Sono ottimi per altre cose, come maglie, magliette, gonne ecc, ma io ho riscontrato seri problemi sui pantaloni e su tutte le cose non elasticizzate in vita. 
Vi faccio un esempio, tanto per capirci.
Questa qui sopra è una tabella delle taglie Baby Angel/OVS, noterete che la vita non differisce molto dalla misura più piccola dei capi Brandy & Melville, Jennyfer o Tally Weijl. Peccato che per i fianchi sia tutt'altra storia! Brandy & Melville da come misura di fianchi tra 78.7 cm e gli 81.3 cm, Jennyfer specifica 84/88 mentre OVS e Baby Angel indica 88 (sicuramente come minimo, visto che nei loro pantaloni io ci navigo). 4 o peggio 8 cm non sono propriamente pochi... Quindi le gonne, le maglie ecc potranno andare, ma fate una bella croce sui loro pantaloni che di norma sono decisamente larghi.

Una cosa che forse non tutti sanno è che le taglie tra i 12 e i 14 anni vestono sfiziosamente anche chi porta la 36. Purtroppo i pantaloni sono quasi sempre corti e quelli che vanno bene di lunghezza a volte sono poi troppo larghi! In compenso è il paradiso di maglie, magliette, gonne e simili. Senza contare i prezzi inferiori rispetto alla media dell'abbigliamento per adulti, nei reparti bambini/ragazzi si trovano un sacco di capi con colori, motivi e stampe davvero carini e che sarebbero quasi irreperibili nelle cose per adulti.
Io compro in questi reparti anche una parte della biancheria intima, perché sono piccola sotto e piatta sopra ಥ‿ಥ e nei negozi normali non c'è mai NIENTE che mi vada!!! Le cose più "eleganti" e femminili (pizzi, push-up ecc) le trovo solo in Giappone e dunque faccio scorta quando mi trovo lì (non è bello girare con le mutande due taglie più grandi e il reggiseno mezzo vuoto!), mentre i capi di intimo meno ricercati li prendo nelle cose per le ragazzine. Da OVS e H&M ho comprato diverse paia di mutandine e tre reggiseni molto carini taglia  11-12 e 13-14 anni (✿◠‿◠)
Ovviamente l'intimo non si può provare e dovrete avere un po' di occhio per azzeccare la vostra taglia al primo colpo!

Per chi si fosse chiesto cosa diamine fosse questo loli/lolita che io vesto, trattasi di un tipo d'abbigliamento molto diffuso in Giappone (dove esistono interi negozi e grandi magazzini ad esso dedicati). La moda lolita copre diversi generi caratterizzati da colori e capi dalle diverse fogge e attorno a questi stili ruotano un sacco di altre cose (musica, gadget, locali, ecc).
Io, un po' a periodi e un po' ad umore, copro veramente tanti stili loli diversi e ovviamente ho le mie brand preferite dalle quali acquistare gli abiti.
Senza addentrarmi troppo nel discorso (magari vi dedicherò un post a parte), vi posto qui sotto un po' di esempi di abiti (di vari stili) lolita di alcune delle mie brand preferite. 


 








martedì 2 luglio 2013

Beato te e poverini noi


Qualche giorno fa ero con alcune persone ad un raduno organizzato da un forum che frequento da un po' di anni. Come spesso accade a questi eventi, il pranzo era al sacco e ogni persona doveva portare qualcosa. La ragazza che si occupava del dolce aveva portato una grossa torta con crema e frutta, ne ha offerta una fetta a tutti e anche io ho avuto la mia. Poiché al raduno eravamo soltanto in sei, era avanzato un altro giro di torta per tutti, ma quando la ragazza è passata ad offrirmi la seconda fetta si è accorta che io avevo mangiato solo metà della prima. Chiarito che la torta mi piaceva e il problema non era il sapore, lei ha comunque insistito perché finissi la prima fetta e accettassi la seconda ed ha esordito dicendo:
"Dai finiscila (la torta) che tanto tu sei magra, mica ingrassi!"
Allora, senza dilungarmi nei dopo (non l'ho mangiata (*≧▽≦) !!!), il punto interessante è proprio questa frase. La ragazza della torta, ovviamente, non è propriamente un figurino e sfora dal concetto di peso forma in maniera abbastanza evidente, ma la vera differenza tra me e lei non è il peso. La vera differenza è quella frase. Lei ha mangiato la prima e la seconda fetta di torta, io metà della prima. Lei è grassa ed io sono magra, eppure, nella sua logica, io potevo mangiarmi due fette di torta, "perché tanto sono magra e non ingrasso".
Bella cazzata!!! (scusate il francesismo)

Care "ragazze delle torte", non è così che funziona! Le persone così tanto magre non lo sono perché possono mangiarsi due fette di torta senza ingrassare e voi, poverine, ne potete mangiare due fette al prezzo di sembrare dei pachidermi. Le persone così magre sono così magre, perché NON mangiano due fette di torta! Le persone così magre sono così magre, perché mangiano una fetta di torta, mezza fetta di torta e se hanno un metabolismo "ostile" (leggi lento) non la mangeranno affatto la torta.
Care "ragazze delle torte", a questo mondo NIENTE è gratis e TUTTO ha un "prezzo". Il prezzo per un corpo così magro è la fetta di torta in meno, il mezzo piatto di pasta piuttosto che quello pieno, la merenda a base di melone piuttosto che di pane e (un secchio) nutella, ecc ecc
La gente magra e in particolare quella magrissima, è magra perché vive da persona magra ogni giorno e non perché può permettersi di sfondarsi di cibo e voi no. Possibile che non abbiate mai sentito parlare di DISCIPLINA, AUTOCONTROLLO, SACRIFICIO E COSTANZA??

Questo episodio della torta non è certo il primo, mille volte mi sono sentita dire "eh beata te che sei così magra!" o "eh, magari fossi magra come te *tono dell'impossibile*". Beata me cosa?! Non peso 39 kg perché sono beata! Peso 39 kg perché mangio poco, mangio leggero, evito le porcherie e mi muovo un sacco! Se vivessi come vivono le "ragazze delle torte", pur avendo un ottimo metabolismo, sicuramente non sarei come sono. C'è poco a cui aspirare con aria trasognata, fino a quando non si cambia il modo di pensare, di vivere e di mangiare... Fino a quando non si fa qualcosa di pratico, le cose non potranno mai cambiare ed è inutile, quanto patetico, fare l'elogio dell'impossibile sul mio corpo, mentre ci si ingozza di torta alla crema!

Poi vabbè, c'è sempre chi ama sputare in un occhio ai fatti e, in una lirica all'ipocrisia, ti dirà che grasso è bello e che tu vivi di privazioni, perché sei un "anoressico di merda"... Certo, come se la rinuncia ad una fetta di torta (o peggio alla seconda fetta della torta in questione) potesse rientrare tra le privazioni o le malattie! Cosa rispondere a simili affermazioni? Il nostro corpo ha bisogno di un tot di cibo e di un tot di nutrienti, ottenuto questo tot (ed anche qualcosa in meno, in termini quantitativi e non qualitativi) il resto è questione di gola. Nessuno ha mai detto che per essere belle occorra necessariamente entrare in una 36, ma da quella alla 50 ci sono un bel po' di taglie nel mezzo! Peccato che, fino a quando la logica vi dirà che gli altri sono magri perché miracolati, anche la 42 resterà per voi terra d'utopia!
Onestamente io vivo benissimo con mezza fetta di torta, me la godo, mi piace e quando mi guardo allo specchio idem: me la dogo e mi piaccio. Mentre chi ha fatto il secondo giro ha goduto due volte della stessa torta per tre minuti più di me e, quando si guarda allo specchio, non gode mica tanto! Sta male, sensazione che si estende su tutta la sua vita. Ditemi voi chi è più privato di qualcosa (o malato), perché onestamente io preferisco godere della torta per tre minuti in meno e rinunciare alla seconda fetta, ma star bene con me stessa e piacermi, piuttosto che mangiare senza freni per poi privarmi del fisico che desidero e lagnarmi allo specchio (o su internet) su un corpo sfatto!