domenica 18 agosto 2013

E' più pesante un chilo di massa grassa o un chilo di massa magra?

Non vi sto trollando, tutti sappiamo che un chilo è sempre un chilo! Quello che però spesso ci sfugge, è che un chilo di una sostanza non sempre comporta lo stesso volume di un chilo di una sostanza diversa.
Per farvi capire cosa intendo e dove voglio andare a parare, vi faccio un banalissimo esempio: nei negozio l'abbigliamento è diviso in taglie e per capire quale misura farvi provare, i commessi non vi chiedono mai quanto pesate, ma sempre e solo che taglia portate. Posto che domandare il peso ad una persona non sia mai una cosa né carina né educata, dobbiamo anche ricordare che l'esistenza delle taglie non è certo dovuta al dover venir incontro ad una semplice convenzione sociale o alla buona educazione. Le taglie esistono perché i corpi umani possono essere costituiti da percentuali differenti di "materiali" diversi e a parità di peso avere così volumi diversi. Una persona potrebbe pesare 50 kg e presentare un fisico tonico ed asciutto, corrispondente ad una taglia 38, mentre un'altra persona dello stesso peso e di pari altezza, potrebbe apparire gonfia, sformata e flaccida e dover acquistare abiti taglia 42.
Com'è possibile? Molto semplice: la prima ha una percentuale maggiore di massa magra (ovvero muscolo) rispetto alla massa grassa, la seconda, al contrario, ha una maggiore percentuale di massa grassa e una minor quantità di muscolo. Cinquanta chili di muscolo e cinquanta chili di grasso sono sempre cinquanta chili, ma non corrispondono assolutamente né allo stesso volume, né alla stessa consistenza e dunque apparenza.
Vi propongo questa foto per farvi capire all'atto pratico ciò di cui sto parlando:
A sinistra abbiamo 5 libbre (corrispondenti a 2,27 kg) di grasso, mentre a destra ci sono cinque libbre di muscolo.
Se su poco più di due chilogrammi la differenza è già così notevole, provate ad immaginare tutto questo su un intero corpo umano! Oltre al volume, è anche palese la consistenza completamente diversa e che ovviamente avrà un impatto estetico differente sotto alla nostra pelle. Senza contare che i muscoli tendono a "stare su da soli", mentre il grasso pesa, è molle e tende a distribuirsi accumulandosi in un punto piuttosto che in un altro, con risultati a dir poco antiestetici.

Ora vorrei per un attimo accantonare il mero fattore estetico, che ormai credo sia evidente, per sottolineare due cose molto importanti e spesso ignorate:

  • sapete quante calorie contiene un chilogrammo di grasso? La risposta è ben 7000 calorie, ovvero 800 g di grasso! Molte persone sono convinte che perdere peso equivalga a perdere grasso, quindi si vedono soggetti campare con 150 calorie al giorno e gioire, perché l'ago della bilancia scende. Quello che molte di queste persone non sanno è che così facendo si perdono in gran parte acqua e muscoli, ma non grasso! La maggior parte della gente, poi, pensa che ammazzandosi a velocità assurde di corsa e sudando il più possibile, perderà molto grasso e riuscirà a dimagrire più velocemente... Peccato che la realtà sia anche in questo caso ben diversa. E’ stato stimato che il calo di peso immediato che si verifica dopo un training è composto da acqua e liquidi (sudore), glicogeno muscolare ed epatico e solo una piccolissima quantità di adipe corporeo. Il glicogeno e l’acqua vengono ripristinati nell'arco di poco tempo, dunque la perdita totale di peso reale è minima. Per perdere peso perdendo grasso è necessaria molta attività fisica a bassa intensità, ma di lunga durata. Questo perché, per bruciare prevalentemente grassi, si deve rimanere tra il 60 ed il 70% della frequenza cardiaca massimale.

Per capire meglio vi propongo alcune semplici formule per calcolare il vostro dispendio calorico e lipidico durante la corsa e la camminata:

CORSA
Dispendio energetico: 0.9 x Km percorsi x Kg di peso corporeo
Dispendio lipidico: (Kg di peso corporeo x Km percorsi) / 20

CAMMINATA
Dispendio energetico: 0.5 x Km percorsi x Kg di peso corporeo
Dispendio lipidico: (Kg di peso corporeo x Km percorsi) / 35


  • Detto ciò, l'altra cosa che dovete sapere, riguarda il metabolismo basale, ovvero ciò che il nostro corpo consuma da fermo per assolvere alle funzioni vitali di base. Il metabolismo basale ci fa bruciare circa il 60% di ciò che bruciamo nell'arco della giornata (mentre con l'attività fisica potremo bruciare solo un 30%) ed è determinato dai nostri muscoli, ovvero dalla nostra massa magra. Un chilo di grasso brucia, infatti, solamente 4 calorie al giorno, mentre un chilo di muscoli ne brucia ben 28 (parliamo di sette volte tanto!!!).  


Veniamo al dunque. La soluzione per perdere peso e/o mantenere un peso corporeo molto basso senza morire di fame, è dunque quella di accelerare il nostro metabolismo basale. Esso è direttamente proporzionale alla massa muscolare, quindi se troviamo un'attività che ne induca l'incremento, abbiamo trovato la formula magica del dimagrimento.

L'unico sistema per aumentare i muscoli, ovvero la massa magra e di conseguenza il nostro metabolismo, è quello di praticare un'attività fisica mirata al potenziamento degli stessi (in rete sono reperibili tantissimi tutorial adatti allo scopo e con esercizi che possono essere svolti anche a casa), affiancarvi dell'attività cardio se si vuole anche perdere peso e seguire un'alimentazione che lo sviluppo della massa magra. Quest'ultimo punto riguarda l'assunzione di proteine. Per "costruire" i muscoli sono indispensabili le proteine, senza di esse finirete solo per praticare attività fisica che brucerà i vostri stessi muscoli... Questo non vuol certo dire che vi dovrete mangiare mezza vacca al giorno o un tacchino farcito! Tutto deve essere proporzionato al nostro peso attuale, all'attività fisica svolta e al resto della nostra alimentazione, ma anche diete da 150 calorie non possono essere considerate ottimali per il raggiungimento del nostro scopo. Una dieta troppo rigida, basata su una restrizione calorica eccessiva, diminuisce il metabolismo basale. Proprio questo calo è responsabile del fallimento, dopo i primi apparenti successi, di molte diete ipocaloriche estreme e non associate ad una adeguata attività fisica (anche perché, con 150 kcal in corpo, sarà ben difficile riuscire a fare più di un tot di attività). Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, il nostro corpo è programmato per resistere anche a periodi di carestia. Per sopravvivere in queste situazioni, l'organismo tende ad abbassare il metabolismo basale. Allo stesso tempo cerca di immagazzinare grasso, aumentandone la sintesi e diminuendone l'ossidazione. Si entra così in un terribile circolo vizioso in cui ad una riduzione dell'introito calorico segue una riduzione del metabolismo basale. Ovviamente tale processo non può continuare all'infinito e, raggiunta la soglia critica in cui la fame diventa insopportabile, qualche saltuaria abbuffata o semplice sgarro alimentare saranno sufficienti per far riguadagnare i chili persi, con tutti gli interessi.

Per quanto mi riguarda la mia dieta oscilla tra le 600 e le 1000 kcal al giorno (ma a volte esco con gli amici o con il mio ragazzo e mi capita di mangiare di più o di concedermi qualche dolce, eppure non amento mai di peso) e consumo almeno un pasto proteico al giorno, orientandomi sempre verso carni magre (più spesso bianche, ma a volte anche rosse) o pesce (che adoro).
Un piccolo accorgimento utile riguarda il quando assumere le proteine, sarebbe infatti consigliabile assumere almeno il 50% delle proteine giornaliere DOPO l'attività fisica di potenziamento e senza mischiare carne e formaggio o pesce insieme, poiché questi alimenti insieme riducono notevolmente il loro apporto di elementi utili al nostro scopo.

Per quante di voi stessero obiettando dicendo di non avere la minima intenzione di sembrare delle palestrate o di non voler "aggiungere" muscolo sopra al grasso, per paura di sembrare poi più grosse, sappiate che queste paure sono assolutamente infondate. Per prima cosa è MOLTO difficile per una donna mettere su veri e propri muscoli senza un'attività fisica davvero notevole. Sviluppando la vostra muscolatura otterrete solo un aspetto più tonico e non certo tartaruga e bicipiti da culturista! Per lo stesso motivo non preoccupatevi di sembrare più grosse, perché è impossibile. Seguendo una dieta ipocalorica e mantenendo stabile il peso o facendolo calare, non avrete alcuna possibilità di mettere su muscoli sopra al grasso! Come abbiamo visto, la massa magra è meno voluminosa di quella grassa. Se non aumentate di peso (o addirittura calate), per ovvie leggi fisiche, non potrete MAI e poi MAI sembrare più grosse, perché in entrambi i casi non avrete aggiunto altra sostanza al vostro corpo (altro peso) e ciò significa che o state dimagrendo (si spera perdendo più che altro grasso) o state modificando la "composizione" del vostro corpo, aumentando la massa magra a scapito di quella grassa e come abbiamo visto la massa magra è meno voluminosa di quella grassa! In sostanza, sia che perdiate peso, sia che il vostro peso resti invariato, il vostro aspetto non potrà che migliorare e il vostro volume corporeo diminuire!
Per chi non fosse ancora convinto, in rete ho reperito queste immagini da vari forum e siti che si occupano di fitness, salute e simili:


Le ragazze nelle foto hanno mantenuto il loro peso, ma hanno modificato il proprio stile di vita, arrivando ad un incremento della massa magra a discapito di quella grassa... Il risultato estetico direi che è evidente.




giovedì 15 agosto 2013

Angelic Pretty Paris chiude (T_T)

Che depressione... L'AP di Parigi sta chiudendo (TДT)! ! !
Sono felice d'esserci passata almeno una volta per fare acquisti e vederlo di persona, ma il fatto che un negozio così chiuda mi dispiace moltissimo. In Europa mancano completamente luoghi simili e ora che anche questo chiude, ho come la sensazione di ritrovarmi ancora più tagliata fuori dalla civiltà ლ(ಠ_ಠლ)
Che tristezza! (-_-)'


giovedì 8 agosto 2013

Il "segreto" di un BMI da 14.15

Questa volta vorrei dedicare un post al cibo, più volte mi è stato domandato quale sia il "segreto" di un peso così basso (39 kg x 166 cm); in principio ho sempre pensato che non vi fosse alcun mistero da svelare, ma riflettendoci meglio ho considerato che potrebbe essere utile dare qualche indicazione pratica riguardo ciò che mangio, i come, i quando e il quanto. Ovviamente a tutto questo deve essere associato un discorso riguardo allo stile di vita (attività fisica ecc).
Vorrei trattare questo argomento in maniera semplice, veloce e chiara, per questo motivo ho pensato di suddividere il tutto in punti. Forse potrebbe risultarne un post poco discorsivo, ma alla fine credo che questo sistema aderisca meglio allo scopo.


  • Personalmente consumo quasi sempre pasti ipocalorici e tendo ad organizzarli sempre in modo da non mischiare, in uno stesso pasto, alimenti di tipo diverso. Per esempio consumo pasti solo a base di pesce o solo a base di verdura o solo a base di carne ecc;
  • evito quasi completamente di consumare farinacei e latticini; 
  • baso la mia dieta su pesce, frutta, verdura e carne;
  • tendo a scegliere solo carni magre;
  • consumo abbastanza spesso cibi piccanti;
  • non utilizzo olio per condire e non friggo mai ciò che cucino. Cuocio tutto in forno o in pentole con il fondo antiaderente (che preservo utilizzando mestoli e cucchiai di legno o di plastica), perché in questo modo non devo ungere il fondo e faccio largo uso di carta da forno;
  • per cena consumo almeno quattro pasti liquidi a settimana (ma se possibile uno al giorno): minestroni, vellutate, passati di verdura, zuppe leggere et simili);
  • per quanto posso, evito di utilizzare o comunque di eccedere con il sale e preferisco insaporire i miei piatti con spezie e salsa di soya;
  • ogni giorno assumo tra le 1000 e le 600 kcal;
  • consumo due pasti principali e tre spuntini. A tal scopo ho sostituito la colazione con il pranzo, il pranzo lo gestisco come uno spuntino, mangio cena verso le sei del pomeriggio e non tocco più cibo almeno quattro ore prima di andare a dormire;
  • al mattino, appena sveglia, assumo dell'estratto di ginseng e due bicchieri di acqua fredda, successivamente pratico dai 40 ai 60 minuti di attività fisica. A volte vado a correre, ma assai più spesso faccio degli esercizi in casa. Alla fine bevo un altro paio di bicchieri d'acqua;
  • almeno una volta alla settimana faccio una passeggiata di 5 ore circa, ma di solito capita anche due o tre volte a settimana se torvo compagnia per l'impresa;
  • ogni giorno percorro almeno 1 km a piedi;
  • come attività "accessorie" a volte vado in bicicletta o sui rollerblade;
  • mi muovo sempre a piedi;
  • non utilizzo l'ascensore;
  • assumo regolarmente integratori di vitamina B;
  • non digiuno MAI;
  • non mi abbuffo MAI;
  • non faccio uso di diuretici e/o lassativi;
  • non mi induco il vomito;
  • cerco di dormire almeno 6 ore a notte e generalmente tra le 7 e le 8;
  • non fumo (ok... una canna ogni tanto sì XD );
  • non bevo alcolici;
  • bevo una Red Bull al giorno (o_O mi tiene allegra), ma se ho cene fuori in programma prendo quella dietetica e a parte questa non assumo altre bibite gassate;
  • bevo circa due litri di acqua al giorno,
  • bevo molto tè (sia caldo che freddo),
  • se mi sento stanca mangio un paio caramelle;
  • una volta al mese circa mi capita di uscire con amici e/o conoscenti e di mangiare con loro un dolce (qualche biscotto o un cupcake o una fettina di torta)... senza paranoie, rimorsi, digiuni prima o dopo ecc;
  • mangio al ristorante giapponese o coreano (più raramente a quello cinese o italiano) una o due volte al mese e ordino solo carne o pesce, anche in quel caso mangio con moderazione e logicamente non mi abbuffo;
  • tutto quello che ho scritto fino ad ora fa parte della mia quotidianità, ma ovviamente non sto male né do di matto se per un giorno o due non cammino o non posso fare esercizi ecc. In buona sostanza cerco di vivere tutto questo serenamente, con equilibrio, costanza e normalità.


Al momento non mi vengono in mente altre cose degne di nota, quello che posso aggiungere e che sicuramente ha un peso notevole in tutto questo, è che io sono partita avvantaggiata. Immagino che questo "schema" non possa funzionare per tutti o comunque che non possa portare tutti agli stessi risultati. Io sono di costituzione molto magra e non sono mai arrivata neppure al normopeso in tutta la mia vita (infanzia compresa), quindi chi parte magari dal sovrappeso credo possa avere certamente dei miglioramenti seguendo questo stile di vita, ma non essendo uno specialista non saprei dire quanto poi effettivamente il suo peso possa calare.
Quello che mi sento di consigliare a tutti è di evitare di perdere tantissimi chili in pochissimo tempo, perché non solo il corpo ne risente, ma anche l'aspetto estetico subisce dei danni. Repentini e consistenti sbalzi di peso comportano perdita del tono muscolare, smagliature, cellulite, perdita dell'elasticità della pelle e via dicendo. In più, sempre tenendo conto che non possiedo alcuna competenza medica, ma che mi baso sul semplice buon senso e su informazioni ottenute leggendo libri e articoli online, anche comportamenti che comportino abbuffate, digiuni e l'utilizzo di sostanze lassative danneggiano il corpo ed il metabolismo portando verso il disturbo alimentare, l'effetto yo-yo e chi più ne ha più ne metta.

Non mi aspetto certo che questo post possa cambiare la vita di nessuno, né che possa aiutare chi soffre per un peso indesiderato o peggio chi ha problemi di dca... Tuttavia ho comunque voluto mettere nero su bianco la mia testimonianza, perché credo sia possibile mantenere un peso molto basso senza per questo rovinarsi la vita o la salute. Ogni giorno leggo di ragazze (e ragazzi) che seguono regimi alimentari da 150 calorie, che vomitano, si abbuffano, digiunano e spesso neanche riesco ad ottenere ciò che desiderano; anche se mi rendo conto che ogni persona ha il suo dolore e che le stesse situazioni comportano reazioni anche molto diverse, quello che avverto sempre è frustrazione e dolore per qualcosa che, almeno nell'idea, dovrebbe portare ad un risultato atto a migliorare la vita e la propria percezione di se stessi. Eppure è improbabile che con il vomito ed i digiuni si riesca a raggiungere la felicità o anche solo qualche reale soddisfazione, ma soprattutto è impossibile raggiungere l'equilibrio. Sono perfettamente conscia del fatto che il mio stile di vita non rappresenti la normalità, ma vedo anche molto chiaramente la differenza tra questo ed il disturbo alimentare (perché ci sono passata) e onestamente non cambierei tutto questo con nient'altro. Il mio desiderio non è quello di catalizzare l'attenzione su un disagio interiore, né voglio ridurmi ad uno scheletro, quel che desidero è semplicemente il corpo che ho e poterlo avere bypassando ossessioni, dolore, sconfitta e malattia penso sia assolutamente meraviglioso ed è esattamente questo che auguro a tutte le persone che soffrono per un corpo che non sentono loro e con il quale devono lottare ogni giorno.

mercoledì 31 luglio 2013

Vacanze e deliri vari


La settimana corsa sono partita con alcune persone per una sorta di gita/vacanza, speravo di svagarmi un po' e di passare qualche giornata piacevole (con me c'è anche il mio ragazzo), ma un po' per il posto e un po' per la gente, alla fine mi sto più che altro stressando
( ; _ ; )
Tanto per cominciare, in questo posto la mia connessione internet prende solo in determinati punti della casa e comunque è lentissima, i ragazzi di questa comitiva sono piuttosto insopportabili (poi vi spiegherò il motivo) e per finire mercoledì scorso mi sono fatta male (T.T) In realtà non è nulla di grave e la colpa è soltanto mia, ma si è trattato di un "incidente" imbarazzante che dovuto spiegare almeno al mio ragazzo e per giustificarlo ho preferito mentire... perché mi sentivo parecchio scema. In poche parole è andata così: ogni mattina, appena svegli io faccio circa 40 minuti di esercizi tra addominali e cose varie; visto che non ero a casa ho pensato bene di stendere un telo da mare sul pavimento e di usarlo al posto del materassino... Risultato? Mi sono procurata una ferita, suppongo dovuta all'attrito (visto che non ho preso colpi), in corrispondenza dell'osso sacro (T ^ T)... Fa veramente malissimo e ho dovuto dire al mio ragazzo di essere scivolata su uno scoglio.
Oltre a questo fatto, già durante il viaggio in auto, ho avuto i primi problemi con una ragazza della comitiva... La "fanciulla" in questione era innamorata del mio ragazzo e anni fa si era anche dichiarata solo per vedersi respingere, in teoria aveva accettato la cosa e i loro rapporti erano tornati su un piano di amicizia... Peccato che, pur non conoscendoci, lei si sia da subito dimostrata più che ostile nei miei riguardi, mentre riserva al mio ragazzo moine e gentilezze demenziali. Questo essere appartiene ad una delle categorie che più odio: la chiappona ignorante che dice a TUTTI di essere bulimica e pretende di essere commiserata e compatita da chiunque, proprio partendo da questo presupposto.
Si è presentata più o meno così: "Ciao, sono Chiara e sono grassa perché sono malata. Sono bulimica e durante i pasti tutti dovranno stare dietro al mio gigantesco culo"... FANTASTICO!!! A metà strada ci siamo fermati per comprare qualcosa da mangiare e lei ovviamente si è ingozzata, solo per poi farci fermare in un'aera di sosta, fingere di dover vomitare in un prato e piangere davanti a tutti perché GUARDA IL CASO non ci riusciva (¬_¬)'  Sarò insensbile, ma io direi che fingeva palesemente, anche perché questa scenetta da baraccone si ripete ormai da giorni e sempre nello stesso identico modo... Non ho ovviamente detto nulla, ma neppure le ho dato corda, eppure mi ha ammorbata per tutto il resto del viaggio parlandomi dei fatti suoi e dicendomi quanto sono bella e magra e che vorrebbe essere come me, che a 10 anni (ahahah lol) era come me e che poi si è ammalata a seguito della depressione dovuta alla morte del suo (UDITE UDITE) coniglio!!! Io amo gli animali, li adoro e sono legatisisma ai miei. Ovviamente ho pianto tantissimo quando, nel tempo, alcuni sono morti, ma ritengo come minimo surreale attribuire i proprio "disturbi alimentari" alla morte di un coniglio! Mentre lo raccontava volevo sputarle in occhio e deve averlo capito, perché subito dopo ha aggiunto che in quel periodo era poi mancato anche suo nonno (eh certo! il nonno viene OVVIAMENTE dopo il coniglio... mah) ecc ecc Comunque, dopo 5 ore di elogi sfrenati sul mio aspetto e lagnanze su vari animali e parenti defunti, in serata ha fatto in modo di restare sola con il mio ragazzo, mentre io facevo i letti, ed è andata a dirgli che, secondo lei, io sarei troppo magra, che faccio impressione e che sicuramente sono anoressica e\o bulimica e che, se mi ama, deve farmi mangiare!!! Il mio ragazzo è stato fantastico, perché le ha risposto che non ho sicuramente quel genere di disturbi, che sono bellissima e che secondo lui lei parla mossa da vecchi rancori. Visto che Chiara insisteva, le ha anche assicurato che non ho il suo stesso problema, visto che IO sono magra (≧∇≦)rotfl al contrario di lei e non mi ha mai vista abbuffarmi e vomitare. Le ha detto che mangio, anche se poco, e che non deve preoccuparsi (leggete pensare ai fatti suoi). Lei ci è rimasta malissimo e non ha parlato né a me né a lui per due giorni... Avesse continuato così, sarebbe stato decisamente meglio!
Comunque ogni pasto è una via crucis con lei che da spettacolo e prima di cucinare bisogna chiederle cosa vuole mangiare, perché altrimenti si sente male; peccato che si ingozzi a morte fuori dai pasti strafogandosi di frutta secca e semi vari, solo per poi mettere in croce tutti, costringendoci a mangiare quello che vuole lei durante i pasti. Al secondo giorno io mi sono chiamata fuori, perché questa sfasciapalle si professa vegana e mangia soltanto pasta scondita (e io pasta non ne mangio), verdure unte, sformati schifosi e cotolette vegetali. Siamo al mare, girano quintali di pesce e di cocomeri ed è a quelli che mi voglio dedicare; così io e il mio ragazzo abbiamo iniziato a disertare i loro tristi pasti per andare a mangiare fuori e una sera ci siamo divisi un astice al loro stesso tavolo, mentre loro ingurgitavano zucchine e riso. La cosa deve aver avuto un qualche impatto, perché ora si cucina per tutti e Chiara mangia quello che vuole per i cavoli suoi.
Il resto della vacanza non sarebbe poi tanto male, facciamo molte gite, camminate, escursioni in bicicletta e  la sera giriamo per le vie della città con i rollerblade.


domenica 21 luglio 2013

Peso e lividi o(;△;)o

Se avete letto il post precedente, saprete che qualche giorno fa sono stata a Disneyland Paris. Ovviamente mi sono divertita da morire e sono stata benissimo, le attrazioni del parco erano meravigliose e alcune mi sono piaciute così tanto che ho fatto la coda più volte per salirci. Nel complesso quelle due giornate sono state veramente piene e logicamente anche un po' stancanti. Essendo con altre persone ho evitato qualsiasi comportamento troppo "singolare" sul fronte alimentare, questo non vuol dire che mi sia ingozzata (per me sarebbe stranissimo anche quello!)... anzi, ho mantenuto piuttosto bene il mio regine, ma qualitativamente ho potuto scegliere fino ad un certo punto e sono purtroppo stata attraversata dal timore d'aver mangiato comunque troppo durante la cena dell'ultimo giorno (almeno era a base di carne). Comunque sono tornata a casa abbastanza distrutta e con qualche paranoia riguardo l'amica della quale ho parlato nel post precedente. Confesso che, all'euforia di quei due giorni, è seguita una certa malinconia, dovuta forse al ritorno in questa città piatta e sciatta (mi succede sempre, ogni volta che parto per un posto qualsiasi e poi sono costretta a tornare). Alla fine mi sono pesata e ho scoperto che piuttosto che prendere qualcosa ho perso, ovviamente un calo di peso non era programmato e malgrado a volte pensi che 37 sarebbe molto meglio che 39, ammetto d'essere troppo pigra per provarci seriamente. A spaventarmi non è tanto la difficoltà a perdere questi due chili, quanto il cosa dovrei poi fare per mantenere quel peso. La mia dieta attuale mi mantiene in perfetto equilibrio e mi lascia anche un margine calorico nel quale poter sforare una volta ogni tanto per concedermi qualche leccornia con gli amici. Se scendessi a 37 dovrei rivedere tutto per evitare l'effetto yo-yo e per riuscire a gestire, come la gestisco ora, la mia alimentazione (sempre che sia possibile). E' pur vero che due chili non sono niente, ma tutto dipende dalla persona; due chili in meno su 70 kg sono ben diversi dai 2 kg in meno su 39! Prima di tutto si fatica molto di più per perderli bene e con bene intendo perderli di massa grassa e non di massa magra e si fatica anche di più per mantenere quella perdita. Dovrei eliminare tutti gli zuccheri per almeno un mese ((*゜Д゜)ゞ” e reinserirli molto MOLTO lentamente pregando di non buttare poi tutto il lavoro per qualche biscotto. Non che i biscotti e i dolci in generale siano indispensabili, ma cavolo... non intendo vivere rosicchiando sedano e carote! Anche perché non è necessario, se lo fosse mi rassegnerei anche alla cosa, ma visto che posso concedermi altri regimi meno "tristi", credo di preferire così. Quindi non so bene cosa farmene di questa perdita di peso, da una parte vorrei "coltivarla", ma dall'altra parte penso sarebbe un errore. Quindi ho deciso di ignorarla \(o ̄∇ ̄o)/ yheee (lol) se resto così evviva e bene! se torno come prima amen e pace. Vi farò sapere in merito.

Da Disneyland non sono tornata solo con qualcosa in meno, ma anche con qualcosa in più: i lividi!!! Lì per lì ne avevo notati alcuni, ma non mi ero affatto resa conto di quanti fossero in realtà e di quanto fossero grossi... e neri (╥_╥)' ne ho praticamente uno per vertebra! uno su una spalla, un altro su un gomito, un paio sulle gambe, due sul sedere (uno per lato!!!) e uno piccolino vicino ad un occhio (-_-) perché mi sono data una randellata da sola con uno dei miei anelli... A parte quello sul viso, gli altri lividi credo di essermeli fatti quasi tutti su un paio di attrazioni in particolare. Oltre a questo, durante il tragitto in treno dall'aeroporto a casa, sono stata letteralmente sbranata viva dalle zanzare (io sono allergica alle loro punture e i segni rossi diventano sempre ENORMISSIMI). Per fortuna ho almeno scampato l'abbronzatura; tra creme solari fattore 50+, ombrello, cappello e indumenti relativamente coprenti, alla fine sono riuscita a non abbronzarmi affatto (e soprattutto a non bruciarmi) e per essere certa della cosa ho portato legato ad un polso un bracciale aderente a fascia, in modo da poter poi confrontare quel lembo di pelle sempre coperto con il resto del corpo (-_-).


giovedì 18 luglio 2013

L'anoressia è contagiosa [??]

Per quanti di voi stiano cercando la benzina e l'accendino per bruciarmi in un pubblico rogo, sappiate che il titolo del post è volutamente eccessivo e quanto mi accingo a scrivere non si fonda su basi mediche particolari, ma solo sulla mia personale esperienza. Cercando in rete ho scoperto l'esistenza di studi e ricerche che confermerebbero questa teoria, ma poiché io non sono un dottore né ho condotto ricerche o mi sono documentata in maniera approfondita, sappiate sin da ora che il post che state leggendo si basa su fatti reali, ma pur sempre su riflessioni personali.
Devo anche precisare che parlerò solo dell'anoressia (per quanto ricca di varianti), perché gli altri disturbi alimentari, a mio parere, non seguono le medesime dinamiche.

Per chi non si fosse letto tutto il blog spulciandolo da cima a fondo, vorrei cominciare dicendo che, prima di arrivare allo stato attuale di equilibro e di condotta alimentare compatibile con la vita (quella sociale compresa), io sono stata anoressica. Ho cominciato ad avere fissazioni riguardo al mio corpo attorno agli 11 o 12 anni circa. Anche per questo ho imparata a riconoscere determinati segnali di questa malattia e le persone che se la portano dietro.

Negli anni ho vissuto alcune esperienze che mi hanno permesso di farmi un'idea riguardo alla possibilità di "trasmettere" l'anoressia. Credo che alcune persone siano predisposte ai disturbi alimentari e che la presenza di una persona malata di anoressia o anche solo di qualcuno estremamente magro possa fungere da innesco per l'esordio o per la ricomparsa del disturbo.
In particolare ci sono stati tre episodi che mi hanno portata a questa conclusione, oltre ovviamente a varie testimonianze raccolte tramite blog ed altre fonti.

Il primo episodio risale al periodo della scuola media, all'epoca avevo soltanto un'amica (legavo di più con i maschi) che qui chiamerò Erre. Tutto quello che lei sapeva della mia condotta alimentare era che non mangiavo la merenda durante l'intervallo, per il resto lei era piuttosto grassoccia e a volte esordiva dicendo che la madre voleva metterla a dieta. Non eravamo particolarmente intime e per quanto mi riguardava ero molto riservata e MAI avrei accettato di parlare della "questione del cibo". Le cose però cambiarono quando ad Erre si prese una cotta per un ragazzo della nostra classe, che purtroppo non era attratto da lei, bensì a me. Sebbene io non provassi alcun tipo di interesse per questo ragazzo, Erre impazzì letteralmente, discutemmo molte volte e alla fine litigammo e finimmo per non parlarci più. Da quel momento mi rivolse la parola solo per sapere cos'avrei mangiato a pranzo o nel tentativo di farmi mangiare al posto suo la sua merenda. Per un certo periodo tentò anche un rinnovato approccio amichevole, ma poiché faceva continui commenti sul mio aspetto e su quello che (non) mangiavo, io non mi dimostrai incline a socializzare con lei e così, ben presto, ricominciò a dimostrarsi ostile. La cosa che più mi sconvolse fu un episodio verificatosi durante l'ora di educazione fisica. Mi recai in bagno a metà lezione e attraversando gli spogliatoi, vidi questa mia compagna mentre tentava, invano, di infilarsi nei mie pantaloni. Ricordo di essermi letteralmente infuriata e dopo essermi fatta rendere i vestiti le intimai di non riprovarci mai più. La sua reazione fu assolutamente violenta, mi colpì con un paio di scarpe e mi coprì di insulti e di urla, tanto da richiamare l'attenzione di tutta la classe e della professoressa che, impossibilitata a calmarla, la portò in presidenza. La faccenda si fece molto imbarazzante, convocarono sua madre e alla fine questa mia compagna venne ritirata da scuola e terminò l'anno scolastico presso un altro istituto. Malgrado la madre di  Erre mi avesse tacciata d'avere una pessima influenza sulla figlia, io non avevo mai dato problemi di condotta, prendevo i voti più alti e in classe tutti sapevano che io e lei non parlavamo quasi più e che era stata lei, con i suoi comportamenti strani ed ostili, a danneggiare me. Quindi non fu difficile fingere di non capire perché lei mi odiasse tanto. In realtà io sapevo abbastanza bene cosa le passava per la testa, ma un po' perché era inutile spiegare e un po' perché a me non conveniva parlarne, lascia che la faccenda si esaurisse senza ulteriori spiegazioni.

Un altro caso analogo si verificò nel corso del penultimo anno di liceo. Avevo appena cambiato scuola a seguito di un trasloco e mi ritrovai in una classe con persone completamente sconosciute. Tra le mie nuove compagne c'era anche D.; tutti sapevano che D. era stata malata di anoressia e bulimia e che poi ne era uscita, pur essendo ancora seguita da uno psicologo. Quando entrai in classe la prima volta, forse a causa dei precedenti problemi di D., tutti notarono la mia magrezza e mi etichettarono subito come anoressica. Fu una cosa molto fastidiosa, perché aleggiava un clima da "buona crocerossina" e senza alcun tatto mi ritrovai a dover declinare le "gentili" (quanto invadenti) proposte di aiuto o di dialogo di perfetti sconosciuti. Ben presto, poiché mi dimostrai abbastanza chiusa e formale, venni accusata d'antipatia quasi da tutti e di conseguenza il desiderio di "aiutarmi" calò drasticamente. In tutto questo anche il comportamento di D. cominciò a modificarsi; è difficile da spiegare in termini pratici, ma era come se avesse instaurato una sorta di competizione con me. Tentava di superarmi a livello scolastico e allo stesso tempo ricominciò a non mangiare e a vomitare per superarmi, suppongo, anche nella magrezza. D. viveva con estrema frustrazione i propri insuccessi scolastici ed alimentari e palesava un approccio molto teatrale con il cibo. Ben preso TUTTI si resero conto di quello che le stava succedendo, anche perché D. scoppiava a piangere nel bel mezzo delle lezioni, aveva comportamenti al limite dell'isteria e, sparlando confidandosi con le sue amiche in classe, disse loro che a farla star male ero io. In buona sostanza, a metà anno riuscii, con gran sollievo e gioia, a farmi cambiare di sezione e mi liberai di lei e della sua cricca di amiche crocerossine.

L'ultimo episodio è purtroppo ben più recente; in questi giorni sono successe alcune cose che mi hanno fatto tornare in mente queste due ragazze, ho infatti passato due giornate a Disneyland Paris, con il mio ragazzo e alcuni nostri amici. Tra questi amici c'è anche una ragazza con la quale ho stretto una bella amicizia. Io e lei ci conosciamo da circa due anni e all'epoca del nostro primo incontro lei era la classica ragazza parecchio tonda e parecchio in lotta con il proprio peso. Nel giro di due anni, Effe (così la chiamerò da ora in poi) è riuscita a perdere circa venti chili e di pari passo ha sviluppato una sorta di ammirazione per il mio aspetto. Per quanto ne so io, lei non attribuisce la mia magrezza a malattie o diete particolari, anche perché nel nostro gruppo ci sono due ragazzi magrissimi che, per quantità umana, riportano questa fisicità in un'ottica di perfetta normalità. Quindi Effe vive nella convinzione d'avere un metabolismo molto lento (cosa vera, ma anche dovuta alla sua condotta alimentare) e nel mito del poter un giorno diventare magrissima riuscendo finalmente a rinunciare al cibo. Passando due giorni con lei, mi sono accorta di quanto spesso parli di cibo ed elogi la magrezza estrema in maniera assolutamente ossessiva, tanto da mettere a disagio soprattutto i ragazzi che non sanno mai cosa risponderle e preferiscono quindi tacere. I suoi discorsi vertono su continui paragoni tra la mia fisicità e la sua, tra la mia taglia e la sua, tra quello che mangio io e quello che mangia lei. Per tutto il viaggio, ad ogni pasto, aspettava che io avessi deciso cosa mangiare, solo per prendere più o meno la stessa cosa (salvo poi ordinare altro e colpevolizzarsi alla fine). Effe vive in lotta con il proprio corpo e penso faccia ampio uso di lassativi e forse, a volte, si induca il vomito. Ovviamente non posso averne la certezza matematica, ma ho notato alcuni comportamenti e fatti che mi hanno portata ad intuire questa cosa. Sono anche stata in camera con lei, ci siamo cambiate insieme e il suo corpo la dice abbastanza lunga sui suoi sbalzi di peso... per non parlare del come mi guarda e dei suoi comportamenti prima e dopo i pasti. Molto onestamente penso che questa sua ossessione sia in parte dovuta a me, premetto di non averle mai parlato di diete, peso et simili e siamo finite su discorsi di questo tipo solo molto raramente ed in casi particolari. Il comportamento e "l'evoluzione" di Effe mi hanno ricordato le altre due ragazze delle quali ho parlato poco sopra e, sebbene per il momento io ed Effe siamo in buoni rapporti, a volte le sue parole, i suoi comportamenti ed i suoi atteggiamenti mi mettono in allarme.
Per le mie due ex compagne di scuola non posso fare più nulla e quasi sicuramente non c'è mai stato nulla che potessi fare, ma ad Effe voglio bene e ci conosciamo da tempo. Ormai sono più grande e più matura, quindi non posso fare a meno di considerare il problema sotto altre prospettive. Io e lei siamo rimaste amiche nonostante il ragazzo del quale è innamorata non la ricambi ed abbia una evidente cotta per me (che ovviamente io non incoraggio), fatto che lei attribuisce al suo essere "grassa". Malgrado tutto ci troviamo molto bene insieme, ma la mia presenza è evidentemente deleteria per lei. Sulla base di quanto detto fino ad ora, mi domando se ciò che sono non stia portando Effe non al semplice dimagrire, bensì verso un disturbo alimentare. Per questo motivo ho iniziato a chiedermi se non sarebbe più giusto allentare il rapporto che abbiamo e se, facendo ciò, la sua vita possa poi effettivamente migliorare. In fondo non posso sapere se la situazione sia reversibile, l'unica cosa che so è che non posso aiutarla. Effe nega con forza il problema e comunque io sarei la persona meno indicata per parlargliene, tutto ciò che forse posso fare per lei, è allentare questo rapporto che in fondo penso le faccia più male che altro. Con questo non penso certo di risolvere i suoi problemi, ma forse, venendo a mancare il soggetto che la porta alla competizione nella vita di tutti i giorni, anche le sue ossessioni potrebbero mitigarsi un po'.




giovedì 11 luglio 2013

M.

Un po' di tempo fa sono tornata nella città nella quale ho frequentato la scuola elementare, ero nel mio vecchio quartiere quando ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi chiamava. Mi sono voltata e ho visto diverse persone passare, ma sul momento non ho notato nessun viso familiare; credo sia stata questione di pochi secondi e la signora con il passeggino mi ha chiamata ancora e mi ha salutata con la mano.
Malgrado io sia piuttosto fisionomista e tenda a ricordare anche chi ho visto una volta soltanto in vita mia, lì per lì mi sono trovata piuttosto spaesata. Non c'è nessuno nella mia vita che corrisponda alla tipologia della donna che in quel momento mi stava difronte. Senza contare che in quella città (e nello specifico in quel quartiere) non andavo da anni.
Se non fosse stato per l'orrenda zazzera di capelli rossi, ricci ed in formi, non avrei MAI capito che quella donna era M., una mia compagna della scuola elementare e che, in teoria, ha la mia stessa età.
M. indossava un vestito informe color topo, tutto il suo corpo era orrendamente appesantito e avanzava spingendo un passeggino blu con dentro un bambino unto e rubicondo che si leccava insistentemente il palmo della mano e allo stesso tempo teneva per mano un altro marmocchio più grande.
Non ho idea di che faccia potessi avere in quel momento, ma lei si è avvicinata tutta sorridente e ha dato il via alle solite battute che ci si scambia in questi casi: come stai, cosa fai, dove vivi, studi o lavori, ti trovo bene io NO ohmmioddio!!!, come si chiamano i tuoi mostri figli, ecc ecc
Così, praticamente in mezzo alla strada, è emersa la storia e la vita di M.
M. è rimasta incinta mentre io ero alle superiori, ha lasciato la scuola per questo motivo, si è poi sposata con il padre del secondo bambino e fa la casalinga. Ha qualche capello bianco, per quanto la cosa possa sembrare surreale visto che neanche mia madre li ha! Dimostra almeno quindici anni più di quelli che dovrebbe avere e non si capacitava di come io non fossi cambiata affatto.
Per tutto il tempo di questa conversazione io non sapevo cosa dire, volevo andarmene e avrei preferito essere sulla Luna piuttosto che lì. M. mi faceva tristezza e allo stesso tempo schifo, aveva gli occhi vuoti di chi non vede più niente e parlava di nullaggini domandando e rispondendosi da sola. Ogni volta che mi chiedeva qualcosa di personale si affrettava a coprire le mie parole con frasi quali "eeeh... ma con una famiglia poi cambia tutto", "eeeh... ma dopo due figli quel fisico te lo sogni!", "eeeh... quando ci passerai capirai", "eeeh... ma che vestiti?", "eeeh... mi sarebbe piaciuto fare xxx, ma ci sono altre cose adesso", "eeeh... bla bla bla bla".
E' stato un vero incubo, quella persona è lo spettro vivente di tutto ciò che io non voglio essere né sarò MAI! Non potevo credere che fosse mia coetanea, a volte rivedo altre compagne del liceo e non mi ero mai trovata in presenza di tanta fatiscenza. M., i suoi bambini grassocci e con il moccio, il suo vestito da casalinga sfatta, i suoi capelli osceni, quel corpo flaccido e le sue parole rassegnate, mi hanno completamente disgustata.
Continuavo a chiedermi perché non avesse abortito o perché non fosse scappata o perché non scappasse adesso, ma più mi stava davanti e più capivo che non poteva andare da nessuna parte.

Ho sempre saputo di non voler figli e non ho mai pensato di voler mettere su casa per badare a mio marito, stirare calzini e pulire cessi, ma adesso preferirei essere morta piuttosto che dover anche solo sbirciare in quella direzione.
Sono più che mai felice della vita che conduco e anche se molti mi dicono che poi, crescendo e dopo invecchiando, di queste cose non mi resterà nulla, io rispondo che ADESSO ho TUTTO (e ciò che ancora non ho sono ben intenzionata ad ottenerlo e/o a prendermelo) e ne godo. NIENTE è per sempre, i figli possono morire o odiarti, il marito ti può lasciare, la casa ti può crollare addosso, il lavoro lo puoi perdere! Per quanto mi riguarda neppure "l'anima" è immortale e tutti siamo destinati a finire. Quello che conta è ciò che sei e ciò che fai, perché alla fine sono quelle le cose che restano fino a quando si è vivi e consapevoli.
Io voglio essere bella il più a lungo possibile, voglio amare il più intensamente possibile, essere amata a mia volta altrettanto fortemente, voglio essere desiderata, voglio spendere il mio denaro per cose che amo e mi gratificano, voglio leggere, voglio scrivere, voglio viaggiare, voglio pagare il ridotto ingannando con il mio aspetto il più a lungo possibile, voglio ricevere altre lettere d'amore, voglio tagliare in due il mondo e spero di poter finire ritirandomi con classe. Non temo la solitudine o il giudizio delle persone, come tutti ho degli interrogativi e dei timori riguardo al futuro, ma di una cosa sono assolutamente certa: io resterò sempre e comunque me stessa e non permetterò a niente e nessuno di deformarmi.

domenica 7 luglio 2013

sabato 6 luglio 2013

Problema eXtra eXtra Small - Dove acquistare abiti taglia 36 e 38

Se portate una di queste due taglie (in particolare la 36), vi sarete sicuramente resi conto che la storia della "moda anoressizzante e dei relativi negozi per anoressiche", è appunto soltanto una storia o meglio una favoletta. La stragrande maggioranza dei negozi d'abbigliamento veste taglie standard, ossia le più comuni. Per questo sarà facilissimo trovare abiti tra la 40 e la 46, mentre sarà praticamente impossibile reperire capi di altre misure. Lasciando alle over 46 (brrrrr) i loro negozi per taglie conformate, vorrei occuparmi di chi, come me, veste una 36 o una 38 e non sa bene dove cavolo sbattere la testa per comprare gli abiti. 

Comincio col dire che è MOLTO più facile trovare vestiti taglia 38, piuttosto che quelli taglia 36... quindi qui mi concentrerò solo sulle marche e negozi che le trattano entrambe.
Premessa: sappiate che la mia "cultura" in merito all'argomento è limitata ai negozio nei quali acquisto e che di solito hanno abbigliamento per ragazze giovani; quindi, se vestite in maniera più classica, non so bene quanto potrà esservi utile questo post. Oltre a ciò io vesto Loli e acquisto quasi tutti i miei abiti in Giappone, dove è molto più facile trovare taglie piccole (36 compresa), perciò quello che compro in Italia è piuttosto limitato e ovviamente ricalca il mio genere.

Per chi veste la taglia 36 esistono diverse soluzioni abbastanza buone per riuscire a vestirsi avendo un po' di scelta. Molti negozi non trattano questa taglia e lo stesso vale per diverse marche che non scendo sotto alla 38 o più facilmente alla 40. Diciamo che, ovviamente, a livello di politica basata sul puro marketing, ogni negozio punterà sulle vendite e sulla relativa soddisfazione della maggior parte dei clienti; la clientela media porta ovviamente taglie medie, quindi non è poi così strano che tutto ciò che sfora da questa media diventi difficile da reperire. Non si tratta di moda anoressizzante e o di negozi che vogliono farci ingrassare... non è che io non trovo la 36, perché la moda vuole farmi diventare una 40! (Allo stesso modo, care "cicce", nessuno vi sta chiedendo di diventare anoressiche! Come il fisico da modella è poco frequente, anche quello da cetaceo non è propriamente la norma ). Certe taglie non si trovano, perché venderebbero meno o non sarebbero richieste. Anche per questo è più facile trovare una 36 in un negozio per ragazze giovani, piuttosto che in uno di abbigliamento classico. In un certo tipo di negozio la clientela andrà dai 13 ai 30 anni ed ovviamente a 13 anni ci si aspetta che una ragazza possa portare la 36 (pur non essendo sottopeso), mentre sarà più difficile veder entrare qualcuno con la 48. In più, questo genere di negozi propone minigonne, magliette, vestitini e pantaloni attillati, tutte cose che oltre la taglia 44 risulterebbero ridicole e di cattivo gusto se indossate. 
La prima e più fornita fonte di abbigliamento taglia 36 è sicuramente internet, se siete disposti ad acquistare online, troverete molta più scelta rispetto ai negozi italiani fisici. In linea di massima sarà possibile trovare direttamente vestiti taglia 36, farsi fare capi su misura o avere accesso ad una tabella con le misure precise di ogni capo (vi basterà confrontarle con le vostre per farvi un'idea). Siti quali Storenvy o eBay ospitano negozi da tutto il mondo e offrono abbigliamento per tutte le taglie, molti poi sono negozi asiatici e le tagli sono piccole di base. Per esempio una S asiatica non corrisponderà mai ad una S europea o peggio americana! Quando entrate in un negozio e leggete l'etichetta di un capo che riporta la scritta S, non fatevi ingannare; la S indica praticamente sempre la taglia 40 e non la 38 o la 36! Una 38 è di norma etichettata come XS, mentre la 36 come XXS (roba che non si vede praticamente MAI!). Mentre una S asiatica (di norma è specificato) in un negozio cinese, coreano o giapponese tenderà ad essere una 38 e la XS una 36.
L'unico problema di questi siti riguarda i pantaloni che a volte possono essere corti, vi conviene quindi richiedere le misure dettagliate prima di fare i vostri acquisti ed eventualmente (quando è possibile) commissionare un capo su misura. Io, per esempio, ho la vita e i fianchi molto sottili e di solito i pantaloni che mi andrebbero coprono un'altezza paria a 157 cm... circa 10 cm meno di quel che sono io! ( ̄д ̄)'. Quindi leggete bene o chiedete prima di fare i vostri acquisti!

Per chi fosse avverso agli acquisti online o preferisse provare gli abiti prima di comprarli, restano i negozi fisici.
In Italia, come ho già detto, non sono molti quelli che vestono la taglia 36, ma qualcosa c'è e si trova sempre (~▽~). 
Vi elenco qui sotto quelli che conosco o che comunque mi vengono in mente:

BERSHKA è tra i pochi marchi a produrre abiti taglia 36. Causa incompatibilità con i miei gusti, non ho mai comprato nulla da loro, ma per onor di cronaca ve lo segnalo comunque, perché magari a qualcuno interessa.

JENNYFER è una catena francese e da loro potrete trovare la 36, posso dirvi che ha dei prezzi davvero buoni, durante i saldi le cose praticamente "te le tirano dietro" e si trovano vestiti di vari generi e un po' per tutti i gusti. La qualità degli abiti è nella media.
Questa qui sotto è la loro tabella delle taglie:

TALLY WEiJL è un'altra catena che si occupa di taglie piccole (diciamo anche di quelle!), la loro 32 corrisponde alla 36 italiana e lì avrete qualche speranza di trovare dei pantaloni che vi stiano attillati o dei capi senza spallina che non vi ritroverete poi sui piedi (-_-). I loro vestiti hanno una qualità abbastanza buona e dei prezzi ottimi (vale il discorso dei saldi fatto per Jennyfer), ma sono prevalentemente cose di moda in quel momento e se vestite in maniera più particolare, dovrete sperare in un po' di fortuna per trovare qualcosa di adatto. Ricordatevi che le cose segnate come S non sono delle 36, sono delle 40; su i capi etichettati con questo sistema dovrete dovrete cercare le XXS se volete la taglia 36!
Questa è la tabella delle loro taglie: 

Posso dirvi che i loro pantaloni taglia 36 (32) non elasticizzatati potrebbero essere leggermente larghi sui fianchi, per trovare qualcosa di davvero piccolo dovrete cercare pantaloncini corti o pantaloni elasticizzati (ma non preoccupatevi, sono quasi tutti così) che vestono fino ad 87 cm di fianchi, ma che senza tenderli sono larghi di loro 80/81 cm (ho misurato i miei per darvi i dettagli precisi).
Ecco un pratico esempio (autoprodotto, visto che ho fatto acquisti da loro giusto oggi):
Quelli con l'etichetta nera sono pantaloni elasticizzati, mentre l'altra è una maglietta.

H&M produce anche capi taglia 36 (c'è da fare la solita conversione),  io ho comprato da loro solo un paio di volte e solo nel reparto bambini, quindi non so darvi indicazioni troppo dettagliate. I prezzi sono buoni e la qualità dei vestiti anche.
Tabella taglie:


Il marchio Smogh ho letto che tratta anche la 36 (penso che necessiti della conversione e che quindi si debba poi cercare una 32), ma non ho mai preso niente da loro... quindi boh!

Brandy & Melville altra catena che dispone della taglia 36, ha dei negozi fisici a Milano e Roma, ma non mi risulta sia presente in altre città italiane. I capi segnati come taglia unica corrispondono ad una 38/40 e i pantaloni sono tra la 36 e la 38. E' tacciata come marca per anoressiche ed è stata immolata sull'altare di chi demonizza la "famosa moda anoressizzante" (menomale, così le non interessate si terranno alla larga e non dovrete sgomitare tra gli appendini con soggetti grossi tre volte voi!); personalmente posso dirvi che ha cose molto carine, al contrario di quello che ho sentito spesso dire, le taglie sono quelle indicate e se avete una 38 o  una 36 non preoccupatevi che lì troverete la vostra misura. 
Questa è la loro tabella per le taglie:

Esistono altre marche e negozi che dispongono di taglie piccole, come per esempio OVS e Baby Angel di Fiorucci, Phard e Tezenis, ma siate consapevoli del fatto che NON troverete dei pantaloni che vi stiano. Sono ottimi per altre cose, come maglie, magliette, gonne ecc, ma io ho riscontrato seri problemi sui pantaloni e su tutte le cose non elasticizzate in vita. 
Vi faccio un esempio, tanto per capirci.
Questa qui sopra è una tabella delle taglie Baby Angel/OVS, noterete che la vita non differisce molto dalla misura più piccola dei capi Brandy & Melville, Jennyfer o Tally Weijl. Peccato che per i fianchi sia tutt'altra storia! Brandy & Melville da come misura di fianchi tra 78.7 cm e gli 81.3 cm, Jennyfer specifica 84/88 mentre OVS e Baby Angel indica 88 (sicuramente come minimo, visto che nei loro pantaloni io ci navigo). 4 o peggio 8 cm non sono propriamente pochi... Quindi le gonne, le maglie ecc potranno andare, ma fate una bella croce sui loro pantaloni che di norma sono decisamente larghi.

Una cosa che forse non tutti sanno è che le taglie tra i 12 e i 14 anni vestono sfiziosamente anche chi porta la 36. Purtroppo i pantaloni sono quasi sempre corti e quelli che vanno bene di lunghezza a volte sono poi troppo larghi! In compenso è il paradiso di maglie, magliette, gonne e simili. Senza contare i prezzi inferiori rispetto alla media dell'abbigliamento per adulti, nei reparti bambini/ragazzi si trovano un sacco di capi con colori, motivi e stampe davvero carini e che sarebbero quasi irreperibili nelle cose per adulti.
Io compro in questi reparti anche una parte della biancheria intima, perché sono piccola sotto e piatta sopra ಥ‿ಥ e nei negozi normali non c'è mai NIENTE che mi vada!!! Le cose più "eleganti" e femminili (pizzi, push-up ecc) le trovo solo in Giappone e dunque faccio scorta quando mi trovo lì (non è bello girare con le mutande due taglie più grandi e il reggiseno mezzo vuoto!), mentre i capi di intimo meno ricercati li prendo nelle cose per le ragazzine. Da OVS e H&M ho comprato diverse paia di mutandine e tre reggiseni molto carini taglia  11-12 e 13-14 anni (✿◠‿◠)
Ovviamente l'intimo non si può provare e dovrete avere un po' di occhio per azzeccare la vostra taglia al primo colpo!

Per chi si fosse chiesto cosa diamine fosse questo loli/lolita che io vesto, trattasi di un tipo d'abbigliamento molto diffuso in Giappone (dove esistono interi negozi e grandi magazzini ad esso dedicati). La moda lolita copre diversi generi caratterizzati da colori e capi dalle diverse fogge e attorno a questi stili ruotano un sacco di altre cose (musica, gadget, locali, ecc).
Io, un po' a periodi e un po' ad umore, copro veramente tanti stili loli diversi e ovviamente ho le mie brand preferite dalle quali acquistare gli abiti.
Senza addentrarmi troppo nel discorso (magari vi dedicherò un post a parte), vi posto qui sotto un po' di esempi di abiti (di vari stili) lolita di alcune delle mie brand preferite. 


 








martedì 2 luglio 2013

Beato te e poverini noi


Qualche giorno fa ero con alcune persone ad un raduno organizzato da un forum che frequento da un po' di anni. Come spesso accade a questi eventi, il pranzo era al sacco e ogni persona doveva portare qualcosa. La ragazza che si occupava del dolce aveva portato una grossa torta con crema e frutta, ne ha offerta una fetta a tutti e anche io ho avuto la mia. Poiché al raduno eravamo soltanto in sei, era avanzato un altro giro di torta per tutti, ma quando la ragazza è passata ad offrirmi la seconda fetta si è accorta che io avevo mangiato solo metà della prima. Chiarito che la torta mi piaceva e il problema non era il sapore, lei ha comunque insistito perché finissi la prima fetta e accettassi la seconda ed ha esordito dicendo:
"Dai finiscila (la torta) che tanto tu sei magra, mica ingrassi!"
Allora, senza dilungarmi nei dopo (non l'ho mangiata (*≧▽≦) !!!), il punto interessante è proprio questa frase. La ragazza della torta, ovviamente, non è propriamente un figurino e sfora dal concetto di peso forma in maniera abbastanza evidente, ma la vera differenza tra me e lei non è il peso. La vera differenza è quella frase. Lei ha mangiato la prima e la seconda fetta di torta, io metà della prima. Lei è grassa ed io sono magra, eppure, nella sua logica, io potevo mangiarmi due fette di torta, "perché tanto sono magra e non ingrasso".
Bella cazzata!!! (scusate il francesismo)

Care "ragazze delle torte", non è così che funziona! Le persone così tanto magre non lo sono perché possono mangiarsi due fette di torta senza ingrassare e voi, poverine, ne potete mangiare due fette al prezzo di sembrare dei pachidermi. Le persone così magre sono così magre, perché NON mangiano due fette di torta! Le persone così magre sono così magre, perché mangiano una fetta di torta, mezza fetta di torta e se hanno un metabolismo "ostile" (leggi lento) non la mangeranno affatto la torta.
Care "ragazze delle torte", a questo mondo NIENTE è gratis e TUTTO ha un "prezzo". Il prezzo per un corpo così magro è la fetta di torta in meno, il mezzo piatto di pasta piuttosto che quello pieno, la merenda a base di melone piuttosto che di pane e (un secchio) nutella, ecc ecc
La gente magra e in particolare quella magrissima, è magra perché vive da persona magra ogni giorno e non perché può permettersi di sfondarsi di cibo e voi no. Possibile che non abbiate mai sentito parlare di DISCIPLINA, AUTOCONTROLLO, SACRIFICIO E COSTANZA??

Questo episodio della torta non è certo il primo, mille volte mi sono sentita dire "eh beata te che sei così magra!" o "eh, magari fossi magra come te *tono dell'impossibile*". Beata me cosa?! Non peso 39 kg perché sono beata! Peso 39 kg perché mangio poco, mangio leggero, evito le porcherie e mi muovo un sacco! Se vivessi come vivono le "ragazze delle torte", pur avendo un ottimo metabolismo, sicuramente non sarei come sono. C'è poco a cui aspirare con aria trasognata, fino a quando non si cambia il modo di pensare, di vivere e di mangiare... Fino a quando non si fa qualcosa di pratico, le cose non potranno mai cambiare ed è inutile, quanto patetico, fare l'elogio dell'impossibile sul mio corpo, mentre ci si ingozza di torta alla crema!

Poi vabbè, c'è sempre chi ama sputare in un occhio ai fatti e, in una lirica all'ipocrisia, ti dirà che grasso è bello e che tu vivi di privazioni, perché sei un "anoressico di merda"... Certo, come se la rinuncia ad una fetta di torta (o peggio alla seconda fetta della torta in questione) potesse rientrare tra le privazioni o le malattie! Cosa rispondere a simili affermazioni? Il nostro corpo ha bisogno di un tot di cibo e di un tot di nutrienti, ottenuto questo tot (ed anche qualcosa in meno, in termini quantitativi e non qualitativi) il resto è questione di gola. Nessuno ha mai detto che per essere belle occorra necessariamente entrare in una 36, ma da quella alla 50 ci sono un bel po' di taglie nel mezzo! Peccato che, fino a quando la logica vi dirà che gli altri sono magri perché miracolati, anche la 42 resterà per voi terra d'utopia!
Onestamente io vivo benissimo con mezza fetta di torta, me la godo, mi piace e quando mi guardo allo specchio idem: me la dogo e mi piaccio. Mentre chi ha fatto il secondo giro ha goduto due volte della stessa torta per tre minuti più di me e, quando si guarda allo specchio, non gode mica tanto! Sta male, sensazione che si estende su tutta la sua vita. Ditemi voi chi è più privato di qualcosa (o malato), perché onestamente io preferisco godere della torta per tre minuti in meno e rinunciare alla seconda fetta, ma star bene con me stessa e piacermi, piuttosto che mangiare senza freni per poi privarmi del fisico che desidero e lagnarmi allo specchio (o su internet) su un corpo sfatto!

sabato 29 giugno 2013

La via del kawaii - Parte 2

La ragazza che profuma di dolci

Quante volte vi sarà capitato di avvertire un odore o un profumo particolare ed associarlo immediatamente ad un ricordo, ad un'immagine, ad una persona o anche solo ad un qualcosa di indefinito eppure molto familiare?
A mio parere, il più delle volte, la componente olfattiva viene fortemente sottovalutata, solo per venir poi ripescata in situazioni nelle quali si palesa in maniera inequivocabile e non ignorabile, per esempio quando ci troviamo in presenza di odori molto forti e fastidiosi o profumi particolarmente definiti. In realtà, anche quando ce ne rendiamo meno conto, l’olfatto guida impercettibilmente molte delle nostre decisioni e delle nostre reazioni. Gli odori e i profumi tendono a radicarsi nella nostra memoria in maniera più o meno forte e per certi versi ci aiutano a costruire l'immagine che noi abbiamo di cose, persone e del mondo in generale.
A ben vedere, una delle componenti che va a caratterizzare un individuo, è proprio il suo odore. Io sono una persona estremamente sensibile agli odori, possiedo anche una piuttosto spiccata memoria olfattiva e dunque mi capita spesso di associare persone e profumi (a volte, purtroppo, anche puzze). Per questa ragione ho iniziato a chiedermi a che odore le persone mi ricollegassero e mi sono posta il "problema" di quale fosse il profumo al quale volevo essere associata.
Certo, è possibile acquistare molti profumi dalle diverse fragranze e farne così uso in situazioni diverse. In questo modo sarà più difficile essere associati ad un odore in particolare... a meno che non si esageri e allora si venga etichettati come "quella che puzza di profumo lontano chilometri", ma sarebbe meglio evitare questa cosa. Io, però, ho pensato che fosse più carino essere associata a qualche profumo nello specifico, perché la scelta mirata dello stesso poteva andare a completare l'immagine e l'impressione che offro e voglio offrire alle persone.
Inizialmente avevo pensato di buttarmi sulle fragranze floreali, mi sembrava (e ancora oggi mi sembra) un'opzione decisamente dolce e capace di offrire una vasta gamma di profumi tra i quali scegliere. Oltre a ciò una parte del mio nome ha proprio il significato di fiore e dunque il tutto mi sembrava perfetto anche se un po' scontato. E' stato a questo punto che, parlando con un'amica, è venuta fuori l'alternativa che ho poi deciso di fare definitivamente mia; in un certo periodo della mia vita avevo iniziato ad utilizzare un bagnoschiuma al cioccolato ed un deodorante alla vaniglia. Ovviamente, lavandomi ogni giorno, gli aromi in questione mi seguivano più o meno sempre, ma non essendo strettamente profumi di quelli da spruzzarsi addosso prima di uscire (tanto per capirci), non li avevo molto considerati né pensavo che il loro odore potesse essere rilevante. L'amica in questione, invece, mentre passavamo davanti ad una biscotteria, esordì dicendomi che anche io, come il negozio in questione, odoravo sempre di dolci e le facevo venire fame. Da qui l'idea che non solo mi è sembrata molto carina, ma per certi versi adattissima al mio stile di vita.
Essendo così magra mi è capitato spessissimo di ritrovarmi con persone che hanno tentato di utilizzare questa cosa per costruirci sopra qualche battuta cattiva (tengo a precisare che di norma si trattava di tipologie umane quali quella della cicciona campanilista del proprio culone) e prima tra tante è sempre stata "mamma mia, sei così secca che mi vine fame per te" o l'amabile variante "così magra che mi passa la fame" (a mio parere più utile).  Bene, perché dunque non giocare su questi fattori?
I dolci sono notoriamente associati alla cultura del kawaii; macarons, cupcakes, biscotti glassati e decorati, torte fantasiose e caramelle varie ricorrono non soltanto in varie illustrazioni, ma anche come stampe di abiti di svariate brands che trattano il genere sweet et simili.






In più, perché non ricorrere ad un'associazione con il cibo che non sia solo quella strettamente legata all'alimentazione? Proprio chi come me, per fisicità, potrebbe far pensare a qualcuno che mangia solo lattuga,  credo risulti particolarmente adatto all'abbinamento con i dolci. Un po' sfruttando il paradosso e un po' facendo leva su una corporatura esile, si può ottenere il risultato di apparire dolci come pasticcini, senza però somigliare ad un bignè farcito.
Mi sono quindi armata di buona volontà e ho stilato una lista di prodotti per l'igiene personale, profumi, deodoranti ecc con profumazioni che ricordino i dolci ed in particolare mi sono orientata verso il cioccolato e la vaniglia. Di solito tengo fermo il punto sulla vaniglia e utilizzo un deodorante o un profumo con questo odore, mentre tendo a cambiare più spesso il bagnoschiuma alternando vari aromi quali cannella e frutta, fragola, cioccolato, zucchero filato, pesca, cocco, yogurt e caramello... in sostanza tutti aromi che ricordino i dolci.

A commercializzare bagnoschiumi di questo tipo ci sono moltissime marche diverse e più o meno note. Al momento io ho in casa il doccia-crema idratante di Cléo, sia quello allo yogurt e vaniglia che quello al cioccolato e yogurt, un doccia-crema della Sweet Fruit al latte di cocco e il gel doccia della Drops al profum di cioccolato e caramello.


Per quanto riguarda lo shampoo ed il balsamo, tenendo molto ai miei capelli, preferisco optare per prodotti rinforzanti, liscianti e di base poco aggressivi e a dar la precedenza a queste prerogative. Esistono tuttavia in commercio numerosi prodotti per capelli ottimi e con gli aromi che cerco.. Alcuni, purtroppo, non sono reperibili in Italia. Ad esempio i prodotti della Facy Doll...

Esistono comunque diverse marche molto diffuse in Italia, buone e dalle profumazioni da pasticceria. Per esempio la Garnier  ha una linea di questo tipo (Shampoo Ultradolce al latte di vaniglia, alla vaniglia e polpa di papaya, al cacao e olio di cocco ecc ecc) ed è quella che ho attualmente in casa, ma anche la L’Oreal ha uno shampoo al cacao, così come Bottega Verde e la Mil Mil che ne fa uno alla vaniglia che non ho però ancora provato. In sostanza, basta cercare!


Anche per quanto riguarda le creme per il corpo non mi baso ovviamente solo sul profumo. In linea di massima preferisco quelle inodore, faccio largo uso di oli e vari tipi di burro. Ultimamente ho cominciato ad utilizzare il Burro corpo al burro di karité e di cacao della Kaloderma che, oltre ad idratare moltissimo la pelle, ha anche un profumo delizioso e molto molto "dolcioso" (。♥‿♥。)


Altro prodotto che acquisto seguendo questa linea odorosa è il sapone per le mani. Senza dover girare troppo, è molto facile trovarne in commercio di ottimi. Attualmente sto usando quello di Neutro Roberts. E' un sapone liquido alla vaniglia, reperibile anche nei supermercati.
Ne esistono ovviamente moltissimi altri e io stessa, nel corso del tempo, ne ho provati diversi.

Per finire vorrei menzionare qualche  profumo, eau de toilette e deodorante a tema. Personalmente mi piacciono moltissimo i Bon Bons di Malizia, hanno profumazioni molto sfiziose e costano pochissimo.



Qui a casa ho quello alla vaniglia e quello al milk shake e, sempre della Malizia, utilizzo anche un deodorante spray alla vaniglia che però non metto mai direttamente sulla pelle, perché credo contenga qualcosa che mi disturba e mi causa un leggero bruciore. Come deodorante (quello per le ascelle lol (*°∀°)=3 ) uso quelli Dove come il Cotton Dry Roll-on o il Go Fresh Roll-on che profuma di tè verde e cetriolo (lo so XD non è che il cetriolo faccia poi molto pasticceria, ma non mi causa bruciore e tant'è...).
In ultimo vorrei segnalarvi l'eau de toilette chocolovers di  Aquolina, che purtroppo sto finendo, ma che ho apprezzato parecchio.


In sostanza anche l'olfatto vuole la sua parte e se, mentre camminate per strada, doveste sentire profumo di dolci date uno sguardo lì intorno, potrei essere io o qualcuno che ha appena sfornato una teglia di biscotti!
 (。♥‿♥。)

mercoledì 26 giugno 2013

Curve manipolate

Vorrei condividere con voi un articolo pubblicato su la Repubblica e scritto da Guia Soncini. L'articolo in questione si intitola "Curve manipolate" e leggendolo devo ammettere d'essere letteralmente impazzita. Di solito mi piace scrivere e, per esporre un'idea, raramente mi rifaccio ad altri (a meno che non si tratti di libri di un certo spessore e argomenti d'un certo tipo), ma questo articolo non solo è brillante, fine ed accattivante. Questo articolo coglie perfettamente il mio pensiero e tutta una serie di riflessioni che mi sono ritrovata a fare nel corso del tempo. Certo, avrei potuto scrivere un post mio al riguardo, ma amo talmente tanto questo "Curve manipolate", che provo quasi più soddisfazione nell'aver trovato qualcuno che la pensi come me e che sia stato capace di esporre il tutto in questo modo così perfetto, piuttosto che nel mettermi nuovamente lì a scrivere in solitaria come se fossi l'unica con queste idee.
Ho quindi deciso di copiare qui sul blog l'articolo in questione, in modo tale da poterlo condividere con le eventuali persone interessate e che mi leggono. Al fondo vi lascio anche il link originale e spero che avrete la pazienza di leggerlo tutto, perché è davvero geniale (*¬*) ! ! !


Curve manipolate
i nostri corpi La solita lagna sulle colpe della moda e le delizie dell'essere formosa. Ma diciamolo: molto peggio di Kate (Moss) ha fatto Rossella (O'Hara )
di Guia Soncini

C'è un solo accessorio che serve, durante la settimana delle sfilate; un solo peso che non si può togliere dalla borsa, nonostante l'ingombro di quelle mille pagine: Via col vento. Appena qualcuno comincia con la solita solfa su come la moda ci renda schiave di un modello estetico anoressizzato; appena citano le passerelle dei primi anni Novanta, in cui Cindy Crawford aveva delle cosce con le quali ormai la farebbero sfilare per le taglie calibrate, di un diametro triplo di quelle che lei stessa ha adesso; appena si dà la colpa alle riviste di moda, alle Kate Moss, agli stilisti; appena qualcuno finge di credere che una ragazzina che smette di mangiare lo faccia non perché vuole morire ma perché vuole star bene in un certo vestito; appena un genitore si deresponsabilizza sostenendo che una modella che la figlia ha visto sfogliando una rivista sia più responsabile della sua formazione e dei suoi traumi di quanto lo siano i suoi genitori; appena qualcuno dice che ci stanno desessualizzando convincendoci che gracile sia più elegante, ma si sa che i vestiti stanno meglio con un po' di carne sotto (gente cui non è chiaro il concetto di "stampella"); appena parte uno di questi ritornelli conditi di lagna sui tempi moderni e rimpianti sulle formosità di quando non vi facevate dettare i modelli estetici dal giornale che state sfogliando; appena accade, c'è solo una soluzione d'urto: tirare fuori Via col vento, e declamarlo. Quasi tutto.  Dal secondo paragrafo, quello in cui Rossella O'Hara è molto fiera della propria bellezza e del proprio punto vita di 43 centimetri; al cinquantunesimo capitolo, quello in cui è disperata perché, dopo aver partorito Diletta, si è sfasciata come una qualunque anziana prozia o governante nera, arrivando al punto di misurare quasi 51 centimetri di girovita. Declamate tonanti specialmente il passaggio in cui Rossella chiede all'inserviente di provare a stringere di più i lacci del busto, "Almeno fino a 47 centimetri, altrimenti non riuscirò a entrare in nessun vestito". Poi prendete un metro da sarta (avrete anche quello, in una borsa così fornita da contenere Via col vento), fate un cerchio di 43 centimetri, e chiedete al vostro interlocutore di ripetervi quella storia secondo cui sarebbero la moda, il giornalismo, i modelli comportamentali di questi anni, ad aver imposto esilità troppo esili, magrezze esageratamente magre.  "Nella moda ogni sei mesi devono inventarsi qualcosa di diverso. Il mondo aveva voglia di vedere donne più in salute sui giornali e sulle passerelle": Alessandra Ambrosio è una modella piuttosto famosa, ha partorito due anni e mezzo fa, e ha raccontato al New York Magazine che, se avesse voluto, avrebbe potuto fare parecchie copertine col pancione. Non sarebbe certo stata la prima: solo quest'anno, ci sono state Claudia Schiffer nuda e incinta sulla copertina del Vogue tedesco, e Miranda Kerr su quello australiano. Adriana Lima racconta che l'anno scorso, quando era incinta, Givenchy la voleva in passerella, ma poi non se ne fece niente: "Non ero abbastanza grossa, volevano si vedesse la pancia". In compenso le incinte alle sfilate non mancavano: c'era Jourdan Dunn da Jean Paul Gaultier, e Miranda Kerr (una gravidanza parecchio monetizzata) da Balenciaga.  Significa che il nuovo modello estetico imposto dagli stilisti è il pancione? Se qualcuno ve lo ipotizza, contundetelo con l'apposita copia di Via col vento. Poi, dopo avergli fatto un paio di lividi, consigliategli una cura che lo liberi dalla bizzarra idea che una sfilata o una copertina impongano alcunché. Mandatelo a lezione da Alessandra Ambrosio perché impari cos'è un approccio laico: rinnovarsi, i fiorati li abbiam già fatti l'anno scorso, quest'anno proviamo le fantasie scozzesi; variare, le emaciate ultimamente si son viste troppo, tanto per cambiare facciamo sfilare le formose, le incinte, le modelle di biancheria intima. L'anno scorso Prada ha fatto un'intera sfilata con le modelle di Victoria's Secret, e io, che casco in ogni trovata commerciale fatta con un po' di mestiere, ero incantata a guardare le braccia di Doutzen Kroes, che avevano dimensioni molto più simili alle mie e alle vostre di quelle di qualunque indossatrice avessi mai visto. Significa che quest'anno vanno le braccia grosse? No, significa che, se non sai stupirmi, non si capisce perché dovresti prenderti il disturbo di mettere su una sfilata. Fermo restando il principio-stampella: i vestiti cascano meglio addosso alle magre.  L'ultima esponente del cliché della modella di successo benché voluttuosa, o in carne, o qualunque altro eufemismo per "grassa" vi venga in mente, è Crystal Renn, nel solco di una grande tradizione che ebbe in Sophie Dahl la capostipite contemporanea. Lo schema è sempre lo stesso. Modella taglia 46 viene impiegata da stilisti di gran nome che in genere usano modelle che portano taglia da modelle (diciamo una 38); ovviamente la signorina ha almeno una delle caratteristiche necessarie alla professione: è alta; questo significa che la sua 46 è quello che, su una donna di altezza normale, sarebbe una 44 scarsa. Insomma, stiamo parlando di una voluttuosa percepita, in realtà dotata a malapena di qualche curva e di braccia tornite. La signorina passa per un'eroina civile, avanguardia del necessario cambiamento del mondo della moda fin lì brutto e cattivo; i giornali possono sentirsi molto engagé perché mettono in copertina la modella grassa; gli stilisti fotografano la signorina con un campionario taglia 40, tanto nelle foto non si vede se dietro i lembi del vestito non si avvicinano abbastanza da chiuderli. Tutti ci sentiamo più buoni, neanche fosse Natale.  Solo che, dopo un po', la signorina si stufa. Per mille ragioni. Perché nessuna vuol essere uno spettacolo da circo, quella con la didascalia "La Modella Grassa". Perché alla centesima intervista in cui ti chiedono del tuo peso e del grande cambiamento apportato al glamour dal tuo avvento non ne puoi più di ascoltarti dare le stesse risposte (da un'intervista del '97 di Sophie Dahl all'Independent: "Non sarebbe male essere un po' meno un fenomeno da baraccone. Tutta questa storia della mia taglia sta diventando noiosa. Vorrei essere trattata come ogni altra modella, che gli stilisti mi prendessero perché gli piaccio e i giornalisti scrivessero di me perché sono bella, non perché sono una 46 con le tettone"). E perché c'è una ragione se il grasso superfluo è definito "superfluo": sono già bellissime, un po' più magre non possono che migliorare. Sophie Dahl, una volta dimagrita, aveva (ha ancora) degli zigomi spettacolari fin lì nascosti dalle guance paffute, e ha continuato a lavorare quanto prima (partorisce in questi giorni il suo primo figlio, e in un interessante fenomeno di chiusura del cerchio ora si occupa di libri di ricette).  Quando la Modella Grassa si stufa d'essere tale, la prima cosa che fa è dimagrire, la seconda è dimostrare di non avere mai letto Via col vento. Crystal Renn, in seguito al cui successo la Ford (l'agenzia che la rappresenta) ha aperto una divisione taglie forti (Ford+), misurava 96 scabrosi centrimetri di fianchi nella sua seconda vita da formosa, dopo averne avuta una prima da anoressica. Con un corpo taglia 46 ha avuto per gli utlimi due anni una notevole carriera come modella, poi ha deciso (lo facciamo tutte, prima o poi) che le andava di stare bene con qualunque straccio. Qualche settimana fa ha lanciato il suo vibrante grido d'accusa proprio dal sito della Ford. Dicono che sono dimagrita "perché l'industria, l'agenzia, io stessa mi sono messa sotto pressione", ma non è mica vero. Perché la pressione è contraria, e pensate un po' da dove arriva? Ovvio: da noi. "Dal pubblico e dalla stampa, e dalla loro idea che io debba essere una modella in carne". Con un carpiato di ammirevole sfumatura manipolatoria, Crystal ci accusa di voler fare di lei una bulimica: "Per restare una 46 avrei dovuto sviluppare un altro disturbo alimentare". Mentre invece la vita sana, le passeggiate, un'alimentazione equilibrata l'hanno trasformata in una modella con una taglia da modella. Quello, e l'avvento di Babbo Natale.  C'è un colpevole, dietro la mitizzazione delle curve vintage, e il senso di colpa di chi si libera del ruolo di icona paffuta: gli anni Cinquanta. Sophie Dahl racconta che Karl Lagerfeld, per consolarla quando non entrava nei vestiti, le diceva che sembrava una pin-up. Christina Hendricks, l'attrice di Mad Men che avrebbe molto bisogno, oltre che di una dieta, di un intervento riduttivo al seno, viene indicata come sex symbol da donne che fingono di non stare sempre a dieta e uomini che dicono l'odiosa frase "Mi piacciono le donne che mangiano" (salvo poi avere avuto solo fidanzate sotto la 42). Quando arriva un André Leon Talley, il braccio destro di Anna Wintour, che liquida l'apparizione della Hendricks ai Golden Globe dell'anno scorso come "più che un vestito color champagne alla pesca, sembrava un peach melba ordinato all'autogrill", finalmente possiamo ristabilire alcune regole dimenticate in nome della correttezza politica: una settima di tette starà pur bene in un porno ma difficilmente è donante in abito da sera; tra l'anoressia e la deformità delle curve ci sono parecchie vie di mezzo; le stampelle non hanno fianchi e i vestiti appesi su di esse sembrano tutti bellissimi.  Quanto una signorina grandi curve sia più difficile da vestire lo sa Talley meglio di tutti: nel 2007, quando vinse l'Oscar per Dreamgirls, Jennifer Hudson era stata consigliata nell'abbigliamento da lui. La cosa più carina che venne detta del suo aspetto, quella sera, fu: "Sembra un Ferrero Rocher". Quattro anni dopo, Jennifer non ha cambiato stylist: è solo dimagrita. Di 36 chili, diventando anche testimonial Weight Watchers. Senza fare tante lagne sulle pressioni della società e dei media, si limita a comparire alle serate di gala in invidiabili abitini taglia 40. Ha l'aria serena di chi non fa più fatica a essere carina. Non sembra più un Ferrero Rocher per una ragione che sanno tutte, da Rossella O'Hara in giù: quando sei così esile, stai bene anche vestita di tende. 



"We are being accused that some models are anorexic, but when I talk to women around the world, rich and poor and young and old and intellectual and not, what they want to be is skinny. You ask them, what is your dream? It’s to be skinny. That’s all they want."

Alber Elbaz 
( fashion designer)

domenica 23 giugno 2013

La via del kawaii - parte 1

La ragazza che sembra uscita da un manga

"L'aggettivo giapponese kawaii (かわいい o 可愛い), come l'analogo termine anglofono cute, significa letteralmente "carino".
Tuttavia, a partire dall'inizio degli anni ottanta, il termine indica anche una serie di personaggi fittizi di manga, anime, videogiochi o altro, e gli oggetti loro collegati, e quindi tutta la subcultura che ne deriva, fatta di modi di vestirsi, di adornarsi, di parlare, di scrivere, di comportarsi, che riguarda nello specifico (ma non soltanto) le ragazzine o i ragazzini più giovani, prevalentemente in Giappone.
Qualcosa di kawaii non deve essere soltanto "carino", deve essere piccolo, buffo, ornato, dall'aspetto innocente, infantile, generalmente dalle tonalità "femminili", quali bianco, azzurro, violetto e rosa. I personaggi kawaii, quindi, hanno fattezze bambinesche e ingenue, lineamenti graziosi, proporzioni minute ed essenziali, occhi grandi, scintillanti, teneri ed espressivi e una gran quantità di dettagli e particolari."


Se stai leggendo quest post quasi sicuramente ami gli anime ed i manga e non serviva wikipedia per illuminarti riguardo al significato di certe parole; magari desideri anche una vita come quella dei personaggi che hai trovato lì dentro e tu stessa vorresti somigliare a loro... Oppure sei sottopeso, ti piace essere così e vuoi restarci, ma non ti piace che altri si facciano i fatti tuoi. In entrambi i casi, quanto vado a scrivere, potrebbe interessarti.
Chiunque abbia seguito un certo numero di anime e/o manga, dopo un po' si sarà reso conto che, in determinati generi, molti personaggi risultano essere caratterizzati in questo modo: magri o magrissimi e perennemente intenti ad ingozzarsi.

Ovviamente la cosa potrebbe sembrare un controsenso, ma i manga (e mi riferisco in particolare quelli "leggeri" tipo shōnen e shōjo) non si rifanno sempre a logiche fisiche per delineare i propri personaggi. Diciamo che, tendenzialmente, viene seguito uno "schema" che raccoglie un tot di cose accattivanti e/o considerate piacevoli, carine, divertenti ecc e le si coniuga per creare personaggi che possano funzionare. In questo caso, con funzionare, intendo non solo piacere al pubblico, ma anche che diano la possibilità a chi legge di riconoscersi in essi, di "innamorarsene", di potercisi ispirare ecc ecc ecc
Per una questione di scelta e di comodità intendo parlare principalmente dei personaggi femminili, perché quelli maschili necessiterebbero di essere trattati separatamente e ne risulterebbe un post infinitamente lungo... Senza contare che ad un certo punto il discorso si dovrebbe distaccare dal punto verso il quale voglio andare a parare.
In linea di massima, la ragazza che compare nei manga di un certo tipo e che in essi ha ruolo di protagonista o coprotagonista, è sempre carina/bella/bellissima, magra/magrissima, pudica, fondamentalmente dolce e spesso e volentieri affamata.


 Questa tematica della fame spunta prima o dopo un po' ovunque. A volte ci viene propinata a seguito di episodi faticosi e che in un certo senso la giustificano, altre volte fanno parte delle caratteristiche base del personaggio e di norma, ad essere così, sono sempre ragazze veramente molto molto minute. Sembra infatti che una ragazza, la cui coscia misuri esattamente quanto il suo ginocchio, debba automaticamente avere come prerogativa quella d'essere non solo sempre affamata (cosa che avrebbe anche un senso ԅ(≖‿≖ԅ) ), ma anche quella di ingozzarsi letteralmente e quasi sempre a spese (economiche o di fatica) altrui. Il tutto, per quanto assurdo possa sembrare ai profani, la rende non solo "speciale", ma anche davvero molto molto kawaii.


Tutto questo, nella realtà, di norma non esiste né può esistere. Una ragazza con quella fisicità, nella realtà, non vive mangiando due torte, quattro scodelle di riso, zuppa, pesce, carne e verdure ad ogni pasto e non entrerà mai in una pasticcerai ripulendone il bancone. Anche una persona con un metabolismo ottimo, a quelle condizioni, non potrà essere così tanto magra.
Allora come fare? e dove cavolo voglio andare a parare?
Mi spiego.


Una persona che si ingozza nella realtà, è più o meno sempre una persona grassa e il suo ingozzarsi (a meno che non siate feticisti del settore) susciterà disgusto, risatine o quantomeno perplessità proprio perché le conseguenze di una certa condotta alimentare sono sempre palesi e ben note. In sostanza, una persona così sarà un essere ben lontano dall'aggettivo kawaii. Eppure il cibo piace, un bel dolce colorato è "cute", colpisce l'occhio e lo stomaco di chiunque e, se non soffri di disturbi alimentari e/o non sei una cicciona nell'epicentro di una dieta sull'orlo del fallimento, bene o male l'idea dello stesso ti piacerà.


 Allo stesso tempo una ragazza che si nutra solo di sedano, che passi le ore nel cesso a vomitare, che faccia uso di lassativi o viva di zuppa di miso scondita non piace, almeno nell'idea, a nessuno e ovviamente è ben lontana dal prototipo della protagonista dei manga. Per farla breve, idealmente parlando, si vuole una fanciulla dal fisico anoressico, ma con il gioioso appetito di una grassona.
Otteniamo così un ideale femminile teoricamente assolutamente inarrivabile. Scrivo teoricamente, perché nell'idea e nell'immagine che si offrono esteriomante è possibile apparire in modo abbastanza conforme a quanto descritto poco sopra.
Occorre però aderire perfettamente ad alcuni requisiti: essere possibilmente stabilmente magri (ovviamente) ed essere disposti a manipolare la realtà.
Veniamo al dunque, ovvero al come.
Per trasportare nel reale quanto descritto sopra, occorre solo una piccola aggiunta. Vi ricordate il discorso tra Mamy e Rossella riguardo al come cosa quanto mangiare davanti agli estranei?
Eccolo, perdete due minuti:

Bene, in questo discorso c'è del vero e va incorporato a quanto detto prima.
In realtà, una ragazza che si strafoga e sembra in preda ad un attacco binge, magra o grassa che sia, alla lunga non piace a nessuno. Fa schifo o suscita preoccupazione e sentimenti analoghi. In più, in molti casi, quando non si ha a che fare con gente cretina, le persone inizieranno a chiedersi se dopo, PER CASO, non andiate a vomitare o se vi manchi l'intestino e al suo posto vi ritroviate un tubo diretto con il sedere. Tutte insinuazioni molto molto poco kawaii.
Per questo motivo, come suggerisce Mamy, in presenza d'altri è bene non ingozzarsi o riempirsi come un tacchino, perché anche se la cosa funziona nei manga, nella realtà le cose devono essere tarate diversamente.
Il sistema per creare il proprio personaggio di ragazza uscita da un manga, magrissima e golosa, si articola nel seguente modo ed è anche ottimo per riuscire a tagliarsi fuori dall'etichetta di persone con disturbi alimentari.
Che voi mangiate tanto o poco, nei fatti non interessa a nessuno. L'essere umano è una creatura che si abitua a tutto, basta saperlo condizionare gradualmente e nel modo giusto. La cosa che conta è che siate capaci di porvi in modo tale da far intendere che per voi è possibile e a volte piacevole "mangiare fino a scoppiare" (da leggersi fino ad essere sazia e non fino a dover correre a vomitare!), che il cibo vi piace (come piace a tutti = fattore di normalità), ma che siete anche delle ragazze minute di costituzione e il vostro stomaco, così come la vostra bocca, non sono propriamente forni crematori o fogne.
A tal scopo trovatevi un tot di alimenti sui quali spergiurare amore eterno, fate in modo che non si tratti di panini del Mc Donald's ovviamente! o simili. Anzi, delineate i vostri gusti su cose oggettivamente lontano dal cibo spazzatura (unto, fritto e parenti). Puntate su cose "carine" (seguendo sempre la cultura del kawaii), suggerisco dolci e dolciumi, possibilmente ben selezionati e MOLTO MOLTO costosi (così sarà abbastanza raro che vi capitino tra i piedi nei momenti meno opportuni). Introducete nel vostro personaggio un paio di fatali intolleranze alimentari (non più di due o passerete per reperti di corsie ospedaliere!), che vi tolgano dai piedi la roba con la panna e con troppe creme. Non che dobbiate dire che non vi piacciono o non le volete, al contrario! All'occorrenza farete di tutto per assaggiarne anche solo un pezzettino piccolo piccolo, perché le adorate... ma ahimè vi fanno male! Malissimo Σ(゚д゚lll) ! ! !
Ricordatevi di gestire sempre la cosa in modo carino e non drammatizzando seriamente il tutto, altrimenti vi ritroverete con amici, parenti, fidanzati o fidanzate pronti a trascinarvi per dottori alla ricerca della soluzione! A questo punto vi resteranno gli altri dolci, che in linea di massima non saranno mai calorici come quelli con panna, crema e simili. Solitamente, oltre che meno calorici sono anche più piccolini o comunque tentate di prediligere quelli che lo sono. Nell'ordine di un paio di volte al mese al massimo, organizzatevi in modo da poter mangiare qualcosa di questo genere con le persone che volete e magari siate proprio voi a proporre un'uscita con questo scopo.
Altra cosa che vi serve sono le piccole porcherie di copertura. La loro necessità si basa sullo sfruttamento di uno stereotipo largamente condiviso, ovvero quello secondo il quale l'anoressica non mangia e punto. Per la stragrande maggioranza della gente, una persona anoressica è qualcuno che non mangia nulla, è uno scheletro di 20 kg e controlla le kcal di ogni cosa. C'è chi sta lì a sperticarsi nel tentativo di spiegare che non è così, che non è il peso a determinare il male, che ci sono altri dca oltre all'anoressia e fatti analoghi... io no. Io sfrutto l'ignoranza altrui per vivere in pace, convivere meglio con il resto del mondo e dare forma al mio personaggio. Procuratevi dunque caramelle, chupa chups e altre cosine zuccherose, informate tutti su quanto le amate e fate in modo di farvele trovare più o meno sempre addosso e a volte in bocca. In quantità moderate non fanno ingrassare e anzi, aiutano a non svenire.
Ovviamente, se il vostro metabolismo è troppo compromesso, tutto questo discorso sarà un po' vano, ma se siete come me e siete riusciti a controllare e stabilizzare il vostro (sotto)peso senza darvi al digiuno e a diete da 200 kcal al giorno, allora vi assicuro che tutto questo funzionerà benissimo.
Altra cosa necessaria è un aspetto conforme al tutto, ciò vuol dire che la vostra maschera sociale più tangibile deve essere proprio il vostro aspetto esteriore. Quindi curatevi quanto più potete e il mio consiglio è di concedervi qualche eccesso. Uno stile fuori dall'ordinario, per forza di cose, catalizza in qualche modo l'attenzione e la distoglie dal resto.
Seguendo questo schema otterrete una ragazza molto curata, magrissima, vagamente eccentrica, golosa, ma che mangia come un uccellino (varie ed eventuali sfumature sono ovviamente a personale discrezione). In pratica otterrete l'ideale proposto in certi manga, con solo qualche piccola distorsione indispensabile per poterlo trasportare nel mondo reale.

Per quanto mi riguarda suggerisco sempre di "lucidare" il tutto con un atteggiamento dolce e carino (ne parlerò in un prossimo post), ma di lasciar intravedere una venatura molto solida di riservatezza. Questa venatura scoraggerà eventuali domande inopportune da parte di chi dovesse avere un po' più di perspicacia e l'atteggiamento dolce e carino farà scemare eventuali domande dai cervelli delle persone meno sagaci.