domenica 18 agosto 2013

E' più pesante un chilo di massa grassa o un chilo di massa magra?

Non vi sto trollando, tutti sappiamo che un chilo è sempre un chilo! Quello che però spesso ci sfugge, è che un chilo di una sostanza non sempre comporta lo stesso volume di un chilo di una sostanza diversa.
Per farvi capire cosa intendo e dove voglio andare a parare, vi faccio un banalissimo esempio: nei negozio l'abbigliamento è diviso in taglie e per capire quale misura farvi provare, i commessi non vi chiedono mai quanto pesate, ma sempre e solo che taglia portate. Posto che domandare il peso ad una persona non sia mai una cosa né carina né educata, dobbiamo anche ricordare che l'esistenza delle taglie non è certo dovuta al dover venir incontro ad una semplice convenzione sociale o alla buona educazione. Le taglie esistono perché i corpi umani possono essere costituiti da percentuali differenti di "materiali" diversi e a parità di peso avere così volumi diversi. Una persona potrebbe pesare 50 kg e presentare un fisico tonico ed asciutto, corrispondente ad una taglia 38, mentre un'altra persona dello stesso peso e di pari altezza, potrebbe apparire gonfia, sformata e flaccida e dover acquistare abiti taglia 42.
Com'è possibile? Molto semplice: la prima ha una percentuale maggiore di massa magra (ovvero muscolo) rispetto alla massa grassa, la seconda, al contrario, ha una maggiore percentuale di massa grassa e una minor quantità di muscolo. Cinquanta chili di muscolo e cinquanta chili di grasso sono sempre cinquanta chili, ma non corrispondono assolutamente né allo stesso volume, né alla stessa consistenza e dunque apparenza.
Vi propongo questa foto per farvi capire all'atto pratico ciò di cui sto parlando:
A sinistra abbiamo 5 libbre (corrispondenti a 2,27 kg) di grasso, mentre a destra ci sono cinque libbre di muscolo.
Se su poco più di due chilogrammi la differenza è già così notevole, provate ad immaginare tutto questo su un intero corpo umano! Oltre al volume, è anche palese la consistenza completamente diversa e che ovviamente avrà un impatto estetico differente sotto alla nostra pelle. Senza contare che i muscoli tendono a "stare su da soli", mentre il grasso pesa, è molle e tende a distribuirsi accumulandosi in un punto piuttosto che in un altro, con risultati a dir poco antiestetici.

Ora vorrei per un attimo accantonare il mero fattore estetico, che ormai credo sia evidente, per sottolineare due cose molto importanti e spesso ignorate:

  • sapete quante calorie contiene un chilogrammo di grasso? La risposta è ben 7000 calorie, ovvero 800 g di grasso! Molte persone sono convinte che perdere peso equivalga a perdere grasso, quindi si vedono soggetti campare con 150 calorie al giorno e gioire, perché l'ago della bilancia scende. Quello che molte di queste persone non sanno è che così facendo si perdono in gran parte acqua e muscoli, ma non grasso! La maggior parte della gente, poi, pensa che ammazzandosi a velocità assurde di corsa e sudando il più possibile, perderà molto grasso e riuscirà a dimagrire più velocemente... Peccato che la realtà sia anche in questo caso ben diversa. E’ stato stimato che il calo di peso immediato che si verifica dopo un training è composto da acqua e liquidi (sudore), glicogeno muscolare ed epatico e solo una piccolissima quantità di adipe corporeo. Il glicogeno e l’acqua vengono ripristinati nell'arco di poco tempo, dunque la perdita totale di peso reale è minima. Per perdere peso perdendo grasso è necessaria molta attività fisica a bassa intensità, ma di lunga durata. Questo perché, per bruciare prevalentemente grassi, si deve rimanere tra il 60 ed il 70% della frequenza cardiaca massimale.

Per capire meglio vi propongo alcune semplici formule per calcolare il vostro dispendio calorico e lipidico durante la corsa e la camminata:

CORSA
Dispendio energetico: 0.9 x Km percorsi x Kg di peso corporeo
Dispendio lipidico: (Kg di peso corporeo x Km percorsi) / 20

CAMMINATA
Dispendio energetico: 0.5 x Km percorsi x Kg di peso corporeo
Dispendio lipidico: (Kg di peso corporeo x Km percorsi) / 35


  • Detto ciò, l'altra cosa che dovete sapere, riguarda il metabolismo basale, ovvero ciò che il nostro corpo consuma da fermo per assolvere alle funzioni vitali di base. Il metabolismo basale ci fa bruciare circa il 60% di ciò che bruciamo nell'arco della giornata (mentre con l'attività fisica potremo bruciare solo un 30%) ed è determinato dai nostri muscoli, ovvero dalla nostra massa magra. Un chilo di grasso brucia, infatti, solamente 4 calorie al giorno, mentre un chilo di muscoli ne brucia ben 28 (parliamo di sette volte tanto!!!).  


Veniamo al dunque. La soluzione per perdere peso e/o mantenere un peso corporeo molto basso senza morire di fame, è dunque quella di accelerare il nostro metabolismo basale. Esso è direttamente proporzionale alla massa muscolare, quindi se troviamo un'attività che ne induca l'incremento, abbiamo trovato la formula magica del dimagrimento.

L'unico sistema per aumentare i muscoli, ovvero la massa magra e di conseguenza il nostro metabolismo, è quello di praticare un'attività fisica mirata al potenziamento degli stessi (in rete sono reperibili tantissimi tutorial adatti allo scopo e con esercizi che possono essere svolti anche a casa), affiancarvi dell'attività cardio se si vuole anche perdere peso e seguire un'alimentazione che lo sviluppo della massa magra. Quest'ultimo punto riguarda l'assunzione di proteine. Per "costruire" i muscoli sono indispensabili le proteine, senza di esse finirete solo per praticare attività fisica che brucerà i vostri stessi muscoli... Questo non vuol certo dire che vi dovrete mangiare mezza vacca al giorno o un tacchino farcito! Tutto deve essere proporzionato al nostro peso attuale, all'attività fisica svolta e al resto della nostra alimentazione, ma anche diete da 150 calorie non possono essere considerate ottimali per il raggiungimento del nostro scopo. Una dieta troppo rigida, basata su una restrizione calorica eccessiva, diminuisce il metabolismo basale. Proprio questo calo è responsabile del fallimento, dopo i primi apparenti successi, di molte diete ipocaloriche estreme e non associate ad una adeguata attività fisica (anche perché, con 150 kcal in corpo, sarà ben difficile riuscire a fare più di un tot di attività). Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, il nostro corpo è programmato per resistere anche a periodi di carestia. Per sopravvivere in queste situazioni, l'organismo tende ad abbassare il metabolismo basale. Allo stesso tempo cerca di immagazzinare grasso, aumentandone la sintesi e diminuendone l'ossidazione. Si entra così in un terribile circolo vizioso in cui ad una riduzione dell'introito calorico segue una riduzione del metabolismo basale. Ovviamente tale processo non può continuare all'infinito e, raggiunta la soglia critica in cui la fame diventa insopportabile, qualche saltuaria abbuffata o semplice sgarro alimentare saranno sufficienti per far riguadagnare i chili persi, con tutti gli interessi.

Per quanto mi riguarda la mia dieta oscilla tra le 600 e le 1000 kcal al giorno (ma a volte esco con gli amici o con il mio ragazzo e mi capita di mangiare di più o di concedermi qualche dolce, eppure non amento mai di peso) e consumo almeno un pasto proteico al giorno, orientandomi sempre verso carni magre (più spesso bianche, ma a volte anche rosse) o pesce (che adoro).
Un piccolo accorgimento utile riguarda il quando assumere le proteine, sarebbe infatti consigliabile assumere almeno il 50% delle proteine giornaliere DOPO l'attività fisica di potenziamento e senza mischiare carne e formaggio o pesce insieme, poiché questi alimenti insieme riducono notevolmente il loro apporto di elementi utili al nostro scopo.

Per quante di voi stessero obiettando dicendo di non avere la minima intenzione di sembrare delle palestrate o di non voler "aggiungere" muscolo sopra al grasso, per paura di sembrare poi più grosse, sappiate che queste paure sono assolutamente infondate. Per prima cosa è MOLTO difficile per una donna mettere su veri e propri muscoli senza un'attività fisica davvero notevole. Sviluppando la vostra muscolatura otterrete solo un aspetto più tonico e non certo tartaruga e bicipiti da culturista! Per lo stesso motivo non preoccupatevi di sembrare più grosse, perché è impossibile. Seguendo una dieta ipocalorica e mantenendo stabile il peso o facendolo calare, non avrete alcuna possibilità di mettere su muscoli sopra al grasso! Come abbiamo visto, la massa magra è meno voluminosa di quella grassa. Se non aumentate di peso (o addirittura calate), per ovvie leggi fisiche, non potrete MAI e poi MAI sembrare più grosse, perché in entrambi i casi non avrete aggiunto altra sostanza al vostro corpo (altro peso) e ciò significa che o state dimagrendo (si spera perdendo più che altro grasso) o state modificando la "composizione" del vostro corpo, aumentando la massa magra a scapito di quella grassa e come abbiamo visto la massa magra è meno voluminosa di quella grassa! In sostanza, sia che perdiate peso, sia che il vostro peso resti invariato, il vostro aspetto non potrà che migliorare e il vostro volume corporeo diminuire!
Per chi non fosse ancora convinto, in rete ho reperito queste immagini da vari forum e siti che si occupano di fitness, salute e simili:


Le ragazze nelle foto hanno mantenuto il loro peso, ma hanno modificato il proprio stile di vita, arrivando ad un incremento della massa magra a discapito di quella grassa... Il risultato estetico direi che è evidente.




giovedì 15 agosto 2013

Angelic Pretty Paris chiude (T_T)

Che depressione... L'AP di Parigi sta chiudendo (TДT)! ! !
Sono felice d'esserci passata almeno una volta per fare acquisti e vederlo di persona, ma il fatto che un negozio così chiuda mi dispiace moltissimo. In Europa mancano completamente luoghi simili e ora che anche questo chiude, ho come la sensazione di ritrovarmi ancora più tagliata fuori dalla civiltà ლ(ಠ_ಠლ)
Che tristezza! (-_-)'


giovedì 8 agosto 2013

Il "segreto" di un BMI da 14.15

Questa volta vorrei dedicare un post al cibo, più volte mi è stato domandato quale sia il "segreto" di un peso così basso (39 kg x 166 cm); in principio ho sempre pensato che non vi fosse alcun mistero da svelare, ma riflettendoci meglio ho considerato che potrebbe essere utile dare qualche indicazione pratica riguardo ciò che mangio, i come, i quando e il quanto. Ovviamente a tutto questo deve essere associato un discorso riguardo allo stile di vita (attività fisica ecc).
Vorrei trattare questo argomento in maniera semplice, veloce e chiara, per questo motivo ho pensato di suddividere il tutto in punti. Forse potrebbe risultarne un post poco discorsivo, ma alla fine credo che questo sistema aderisca meglio allo scopo.


  • Personalmente consumo quasi sempre pasti ipocalorici e tendo ad organizzarli sempre in modo da non mischiare, in uno stesso pasto, alimenti di tipo diverso. Per esempio consumo pasti solo a base di pesce o solo a base di verdura o solo a base di carne ecc;
  • evito quasi completamente di consumare farinacei e latticini; 
  • baso la mia dieta su pesce, frutta, verdura e carne;
  • tendo a scegliere solo carni magre;
  • consumo abbastanza spesso cibi piccanti;
  • non utilizzo olio per condire e non friggo mai ciò che cucino. Cuocio tutto in forno o in pentole con il fondo antiaderente (che preservo utilizzando mestoli e cucchiai di legno o di plastica), perché in questo modo non devo ungere il fondo e faccio largo uso di carta da forno;
  • per cena consumo almeno quattro pasti liquidi a settimana (ma se possibile uno al giorno): minestroni, vellutate, passati di verdura, zuppe leggere et simili);
  • per quanto posso, evito di utilizzare o comunque di eccedere con il sale e preferisco insaporire i miei piatti con spezie e salsa di soya;
  • ogni giorno assumo tra le 1000 e le 600 kcal;
  • consumo due pasti principali e tre spuntini. A tal scopo ho sostituito la colazione con il pranzo, il pranzo lo gestisco come uno spuntino, mangio cena verso le sei del pomeriggio e non tocco più cibo almeno quattro ore prima di andare a dormire;
  • al mattino, appena sveglia, assumo dell'estratto di ginseng e due bicchieri di acqua fredda, successivamente pratico dai 40 ai 60 minuti di attività fisica. A volte vado a correre, ma assai più spesso faccio degli esercizi in casa. Alla fine bevo un altro paio di bicchieri d'acqua;
  • almeno una volta alla settimana faccio una passeggiata di 5 ore circa, ma di solito capita anche due o tre volte a settimana se torvo compagnia per l'impresa;
  • ogni giorno percorro almeno 1 km a piedi;
  • come attività "accessorie" a volte vado in bicicletta o sui rollerblade;
  • mi muovo sempre a piedi;
  • non utilizzo l'ascensore;
  • assumo regolarmente integratori di vitamina B;
  • non digiuno MAI;
  • non mi abbuffo MAI;
  • non faccio uso di diuretici e/o lassativi;
  • non mi induco il vomito;
  • cerco di dormire almeno 6 ore a notte e generalmente tra le 7 e le 8;
  • non fumo (ok... una canna ogni tanto sì XD );
  • non bevo alcolici;
  • bevo una Red Bull al giorno (o_O mi tiene allegra), ma se ho cene fuori in programma prendo quella dietetica e a parte questa non assumo altre bibite gassate;
  • bevo circa due litri di acqua al giorno,
  • bevo molto tè (sia caldo che freddo),
  • se mi sento stanca mangio un paio caramelle;
  • una volta al mese circa mi capita di uscire con amici e/o conoscenti e di mangiare con loro un dolce (qualche biscotto o un cupcake o una fettina di torta)... senza paranoie, rimorsi, digiuni prima o dopo ecc;
  • mangio al ristorante giapponese o coreano (più raramente a quello cinese o italiano) una o due volte al mese e ordino solo carne o pesce, anche in quel caso mangio con moderazione e logicamente non mi abbuffo;
  • tutto quello che ho scritto fino ad ora fa parte della mia quotidianità, ma ovviamente non sto male né do di matto se per un giorno o due non cammino o non posso fare esercizi ecc. In buona sostanza cerco di vivere tutto questo serenamente, con equilibrio, costanza e normalità.


Al momento non mi vengono in mente altre cose degne di nota, quello che posso aggiungere e che sicuramente ha un peso notevole in tutto questo, è che io sono partita avvantaggiata. Immagino che questo "schema" non possa funzionare per tutti o comunque che non possa portare tutti agli stessi risultati. Io sono di costituzione molto magra e non sono mai arrivata neppure al normopeso in tutta la mia vita (infanzia compresa), quindi chi parte magari dal sovrappeso credo possa avere certamente dei miglioramenti seguendo questo stile di vita, ma non essendo uno specialista non saprei dire quanto poi effettivamente il suo peso possa calare.
Quello che mi sento di consigliare a tutti è di evitare di perdere tantissimi chili in pochissimo tempo, perché non solo il corpo ne risente, ma anche l'aspetto estetico subisce dei danni. Repentini e consistenti sbalzi di peso comportano perdita del tono muscolare, smagliature, cellulite, perdita dell'elasticità della pelle e via dicendo. In più, sempre tenendo conto che non possiedo alcuna competenza medica, ma che mi baso sul semplice buon senso e su informazioni ottenute leggendo libri e articoli online, anche comportamenti che comportino abbuffate, digiuni e l'utilizzo di sostanze lassative danneggiano il corpo ed il metabolismo portando verso il disturbo alimentare, l'effetto yo-yo e chi più ne ha più ne metta.

Non mi aspetto certo che questo post possa cambiare la vita di nessuno, né che possa aiutare chi soffre per un peso indesiderato o peggio chi ha problemi di dca... Tuttavia ho comunque voluto mettere nero su bianco la mia testimonianza, perché credo sia possibile mantenere un peso molto basso senza per questo rovinarsi la vita o la salute. Ogni giorno leggo di ragazze (e ragazzi) che seguono regimi alimentari da 150 calorie, che vomitano, si abbuffano, digiunano e spesso neanche riesco ad ottenere ciò che desiderano; anche se mi rendo conto che ogni persona ha il suo dolore e che le stesse situazioni comportano reazioni anche molto diverse, quello che avverto sempre è frustrazione e dolore per qualcosa che, almeno nell'idea, dovrebbe portare ad un risultato atto a migliorare la vita e la propria percezione di se stessi. Eppure è improbabile che con il vomito ed i digiuni si riesca a raggiungere la felicità o anche solo qualche reale soddisfazione, ma soprattutto è impossibile raggiungere l'equilibrio. Sono perfettamente conscia del fatto che il mio stile di vita non rappresenti la normalità, ma vedo anche molto chiaramente la differenza tra questo ed il disturbo alimentare (perché ci sono passata) e onestamente non cambierei tutto questo con nient'altro. Il mio desiderio non è quello di catalizzare l'attenzione su un disagio interiore, né voglio ridurmi ad uno scheletro, quel che desidero è semplicemente il corpo che ho e poterlo avere bypassando ossessioni, dolore, sconfitta e malattia penso sia assolutamente meraviglioso ed è esattamente questo che auguro a tutte le persone che soffrono per un corpo che non sentono loro e con il quale devono lottare ogni giorno.

mercoledì 31 luglio 2013

Vacanze e deliri vari


La settimana corsa sono partita con alcune persone per una sorta di gita/vacanza, speravo di svagarmi un po' e di passare qualche giornata piacevole (con me c'è anche il mio ragazzo), ma un po' per il posto e un po' per la gente, alla fine mi sto più che altro stressando
( ; _ ; )
Tanto per cominciare, in questo posto la mia connessione internet prende solo in determinati punti della casa e comunque è lentissima, i ragazzi di questa comitiva sono piuttosto insopportabili (poi vi spiegherò il motivo) e per finire mercoledì scorso mi sono fatta male (T.T) In realtà non è nulla di grave e la colpa è soltanto mia, ma si è trattato di un "incidente" imbarazzante che dovuto spiegare almeno al mio ragazzo e per giustificarlo ho preferito mentire... perché mi sentivo parecchio scema. In poche parole è andata così: ogni mattina, appena svegli io faccio circa 40 minuti di esercizi tra addominali e cose varie; visto che non ero a casa ho pensato bene di stendere un telo da mare sul pavimento e di usarlo al posto del materassino... Risultato? Mi sono procurata una ferita, suppongo dovuta all'attrito (visto che non ho preso colpi), in corrispondenza dell'osso sacro (T ^ T)... Fa veramente malissimo e ho dovuto dire al mio ragazzo di essere scivolata su uno scoglio.
Oltre a questo fatto, già durante il viaggio in auto, ho avuto i primi problemi con una ragazza della comitiva... La "fanciulla" in questione era innamorata del mio ragazzo e anni fa si era anche dichiarata solo per vedersi respingere, in teoria aveva accettato la cosa e i loro rapporti erano tornati su un piano di amicizia... Peccato che, pur non conoscendoci, lei si sia da subito dimostrata più che ostile nei miei riguardi, mentre riserva al mio ragazzo moine e gentilezze demenziali. Questo essere appartiene ad una delle categorie che più odio: la chiappona ignorante che dice a TUTTI di essere bulimica e pretende di essere commiserata e compatita da chiunque, proprio partendo da questo presupposto.
Si è presentata più o meno così: "Ciao, sono Chiara e sono grassa perché sono malata. Sono bulimica e durante i pasti tutti dovranno stare dietro al mio gigantesco culo"... FANTASTICO!!! A metà strada ci siamo fermati per comprare qualcosa da mangiare e lei ovviamente si è ingozzata, solo per poi farci fermare in un'aera di sosta, fingere di dover vomitare in un prato e piangere davanti a tutti perché GUARDA IL CASO non ci riusciva (¬_¬)'  Sarò insensbile, ma io direi che fingeva palesemente, anche perché questa scenetta da baraccone si ripete ormai da giorni e sempre nello stesso identico modo... Non ho ovviamente detto nulla, ma neppure le ho dato corda, eppure mi ha ammorbata per tutto il resto del viaggio parlandomi dei fatti suoi e dicendomi quanto sono bella e magra e che vorrebbe essere come me, che a 10 anni (ahahah lol) era come me e che poi si è ammalata a seguito della depressione dovuta alla morte del suo (UDITE UDITE) coniglio!!! Io amo gli animali, li adoro e sono legatisisma ai miei. Ovviamente ho pianto tantissimo quando, nel tempo, alcuni sono morti, ma ritengo come minimo surreale attribuire i proprio "disturbi alimentari" alla morte di un coniglio! Mentre lo raccontava volevo sputarle in occhio e deve averlo capito, perché subito dopo ha aggiunto che in quel periodo era poi mancato anche suo nonno (eh certo! il nonno viene OVVIAMENTE dopo il coniglio... mah) ecc ecc Comunque, dopo 5 ore di elogi sfrenati sul mio aspetto e lagnanze su vari animali e parenti defunti, in serata ha fatto in modo di restare sola con il mio ragazzo, mentre io facevo i letti, ed è andata a dirgli che, secondo lei, io sarei troppo magra, che faccio impressione e che sicuramente sono anoressica e\o bulimica e che, se mi ama, deve farmi mangiare!!! Il mio ragazzo è stato fantastico, perché le ha risposto che non ho sicuramente quel genere di disturbi, che sono bellissima e che secondo lui lei parla mossa da vecchi rancori. Visto che Chiara insisteva, le ha anche assicurato che non ho il suo stesso problema, visto che IO sono magra (≧∇≦)rotfl al contrario di lei e non mi ha mai vista abbuffarmi e vomitare. Le ha detto che mangio, anche se poco, e che non deve preoccuparsi (leggete pensare ai fatti suoi). Lei ci è rimasta malissimo e non ha parlato né a me né a lui per due giorni... Avesse continuato così, sarebbe stato decisamente meglio!
Comunque ogni pasto è una via crucis con lei che da spettacolo e prima di cucinare bisogna chiederle cosa vuole mangiare, perché altrimenti si sente male; peccato che si ingozzi a morte fuori dai pasti strafogandosi di frutta secca e semi vari, solo per poi mettere in croce tutti, costringendoci a mangiare quello che vuole lei durante i pasti. Al secondo giorno io mi sono chiamata fuori, perché questa sfasciapalle si professa vegana e mangia soltanto pasta scondita (e io pasta non ne mangio), verdure unte, sformati schifosi e cotolette vegetali. Siamo al mare, girano quintali di pesce e di cocomeri ed è a quelli che mi voglio dedicare; così io e il mio ragazzo abbiamo iniziato a disertare i loro tristi pasti per andare a mangiare fuori e una sera ci siamo divisi un astice al loro stesso tavolo, mentre loro ingurgitavano zucchine e riso. La cosa deve aver avuto un qualche impatto, perché ora si cucina per tutti e Chiara mangia quello che vuole per i cavoli suoi.
Il resto della vacanza non sarebbe poi tanto male, facciamo molte gite, camminate, escursioni in bicicletta e  la sera giriamo per le vie della città con i rollerblade.


domenica 21 luglio 2013

Peso e lividi o(;△;)o

Se avete letto il post precedente, saprete che qualche giorno fa sono stata a Disneyland Paris. Ovviamente mi sono divertita da morire e sono stata benissimo, le attrazioni del parco erano meravigliose e alcune mi sono piaciute così tanto che ho fatto la coda più volte per salirci. Nel complesso quelle due giornate sono state veramente piene e logicamente anche un po' stancanti. Essendo con altre persone ho evitato qualsiasi comportamento troppo "singolare" sul fronte alimentare, questo non vuol dire che mi sia ingozzata (per me sarebbe stranissimo anche quello!)... anzi, ho mantenuto piuttosto bene il mio regine, ma qualitativamente ho potuto scegliere fino ad un certo punto e sono purtroppo stata attraversata dal timore d'aver mangiato comunque troppo durante la cena dell'ultimo giorno (almeno era a base di carne). Comunque sono tornata a casa abbastanza distrutta e con qualche paranoia riguardo l'amica della quale ho parlato nel post precedente. Confesso che, all'euforia di quei due giorni, è seguita una certa malinconia, dovuta forse al ritorno in questa città piatta e sciatta (mi succede sempre, ogni volta che parto per un posto qualsiasi e poi sono costretta a tornare). Alla fine mi sono pesata e ho scoperto che piuttosto che prendere qualcosa ho perso, ovviamente un calo di peso non era programmato e malgrado a volte pensi che 37 sarebbe molto meglio che 39, ammetto d'essere troppo pigra per provarci seriamente. A spaventarmi non è tanto la difficoltà a perdere questi due chili, quanto il cosa dovrei poi fare per mantenere quel peso. La mia dieta attuale mi mantiene in perfetto equilibrio e mi lascia anche un margine calorico nel quale poter sforare una volta ogni tanto per concedermi qualche leccornia con gli amici. Se scendessi a 37 dovrei rivedere tutto per evitare l'effetto yo-yo e per riuscire a gestire, come la gestisco ora, la mia alimentazione (sempre che sia possibile). E' pur vero che due chili non sono niente, ma tutto dipende dalla persona; due chili in meno su 70 kg sono ben diversi dai 2 kg in meno su 39! Prima di tutto si fatica molto di più per perderli bene e con bene intendo perderli di massa grassa e non di massa magra e si fatica anche di più per mantenere quella perdita. Dovrei eliminare tutti gli zuccheri per almeno un mese ((*゜Д゜)ゞ” e reinserirli molto MOLTO lentamente pregando di non buttare poi tutto il lavoro per qualche biscotto. Non che i biscotti e i dolci in generale siano indispensabili, ma cavolo... non intendo vivere rosicchiando sedano e carote! Anche perché non è necessario, se lo fosse mi rassegnerei anche alla cosa, ma visto che posso concedermi altri regimi meno "tristi", credo di preferire così. Quindi non so bene cosa farmene di questa perdita di peso, da una parte vorrei "coltivarla", ma dall'altra parte penso sarebbe un errore. Quindi ho deciso di ignorarla \(o ̄∇ ̄o)/ yheee (lol) se resto così evviva e bene! se torno come prima amen e pace. Vi farò sapere in merito.

Da Disneyland non sono tornata solo con qualcosa in meno, ma anche con qualcosa in più: i lividi!!! Lì per lì ne avevo notati alcuni, ma non mi ero affatto resa conto di quanti fossero in realtà e di quanto fossero grossi... e neri (╥_╥)' ne ho praticamente uno per vertebra! uno su una spalla, un altro su un gomito, un paio sulle gambe, due sul sedere (uno per lato!!!) e uno piccolino vicino ad un occhio (-_-) perché mi sono data una randellata da sola con uno dei miei anelli... A parte quello sul viso, gli altri lividi credo di essermeli fatti quasi tutti su un paio di attrazioni in particolare. Oltre a questo, durante il tragitto in treno dall'aeroporto a casa, sono stata letteralmente sbranata viva dalle zanzare (io sono allergica alle loro punture e i segni rossi diventano sempre ENORMISSIMI). Per fortuna ho almeno scampato l'abbronzatura; tra creme solari fattore 50+, ombrello, cappello e indumenti relativamente coprenti, alla fine sono riuscita a non abbronzarmi affatto (e soprattutto a non bruciarmi) e per essere certa della cosa ho portato legato ad un polso un bracciale aderente a fascia, in modo da poter poi confrontare quel lembo di pelle sempre coperto con il resto del corpo (-_-).


giovedì 18 luglio 2013

L'anoressia è contagiosa [??]

Per quanti di voi stiano cercando la benzina e l'accendino per bruciarmi in un pubblico rogo, sappiate che il titolo del post è volutamente eccessivo e quanto mi accingo a scrivere non si fonda su basi mediche particolari, ma solo sulla mia personale esperienza. Cercando in rete ho scoperto l'esistenza di studi e ricerche che confermerebbero questa teoria, ma poiché io non sono un dottore né ho condotto ricerche o mi sono documentata in maniera approfondita, sappiate sin da ora che il post che state leggendo si basa su fatti reali, ma pur sempre su riflessioni personali.
Devo anche precisare che parlerò solo dell'anoressia (per quanto ricca di varianti), perché gli altri disturbi alimentari, a mio parere, non seguono le medesime dinamiche.

Per chi non si fosse letto tutto il blog spulciandolo da cima a fondo, vorrei cominciare dicendo che, prima di arrivare allo stato attuale di equilibro e di condotta alimentare compatibile con la vita (quella sociale compresa), io sono stata anoressica. Ho cominciato ad avere fissazioni riguardo al mio corpo attorno agli 11 o 12 anni circa. Anche per questo ho imparata a riconoscere determinati segnali di questa malattia e le persone che se la portano dietro.

Negli anni ho vissuto alcune esperienze che mi hanno permesso di farmi un'idea riguardo alla possibilità di "trasmettere" l'anoressia. Credo che alcune persone siano predisposte ai disturbi alimentari e che la presenza di una persona malata di anoressia o anche solo di qualcuno estremamente magro possa fungere da innesco per l'esordio o per la ricomparsa del disturbo.
In particolare ci sono stati tre episodi che mi hanno portata a questa conclusione, oltre ovviamente a varie testimonianze raccolte tramite blog ed altre fonti.

Il primo episodio risale al periodo della scuola media, all'epoca avevo soltanto un'amica (legavo di più con i maschi) che qui chiamerò Erre. Tutto quello che lei sapeva della mia condotta alimentare era che non mangiavo la merenda durante l'intervallo, per il resto lei era piuttosto grassoccia e a volte esordiva dicendo che la madre voleva metterla a dieta. Non eravamo particolarmente intime e per quanto mi riguardava ero molto riservata e MAI avrei accettato di parlare della "questione del cibo". Le cose però cambiarono quando ad Erre si prese una cotta per un ragazzo della nostra classe, che purtroppo non era attratto da lei, bensì a me. Sebbene io non provassi alcun tipo di interesse per questo ragazzo, Erre impazzì letteralmente, discutemmo molte volte e alla fine litigammo e finimmo per non parlarci più. Da quel momento mi rivolse la parola solo per sapere cos'avrei mangiato a pranzo o nel tentativo di farmi mangiare al posto suo la sua merenda. Per un certo periodo tentò anche un rinnovato approccio amichevole, ma poiché faceva continui commenti sul mio aspetto e su quello che (non) mangiavo, io non mi dimostrai incline a socializzare con lei e così, ben presto, ricominciò a dimostrarsi ostile. La cosa che più mi sconvolse fu un episodio verificatosi durante l'ora di educazione fisica. Mi recai in bagno a metà lezione e attraversando gli spogliatoi, vidi questa mia compagna mentre tentava, invano, di infilarsi nei mie pantaloni. Ricordo di essermi letteralmente infuriata e dopo essermi fatta rendere i vestiti le intimai di non riprovarci mai più. La sua reazione fu assolutamente violenta, mi colpì con un paio di scarpe e mi coprì di insulti e di urla, tanto da richiamare l'attenzione di tutta la classe e della professoressa che, impossibilitata a calmarla, la portò in presidenza. La faccenda si fece molto imbarazzante, convocarono sua madre e alla fine questa mia compagna venne ritirata da scuola e terminò l'anno scolastico presso un altro istituto. Malgrado la madre di  Erre mi avesse tacciata d'avere una pessima influenza sulla figlia, io non avevo mai dato problemi di condotta, prendevo i voti più alti e in classe tutti sapevano che io e lei non parlavamo quasi più e che era stata lei, con i suoi comportamenti strani ed ostili, a danneggiare me. Quindi non fu difficile fingere di non capire perché lei mi odiasse tanto. In realtà io sapevo abbastanza bene cosa le passava per la testa, ma un po' perché era inutile spiegare e un po' perché a me non conveniva parlarne, lascia che la faccenda si esaurisse senza ulteriori spiegazioni.

Un altro caso analogo si verificò nel corso del penultimo anno di liceo. Avevo appena cambiato scuola a seguito di un trasloco e mi ritrovai in una classe con persone completamente sconosciute. Tra le mie nuove compagne c'era anche D.; tutti sapevano che D. era stata malata di anoressia e bulimia e che poi ne era uscita, pur essendo ancora seguita da uno psicologo. Quando entrai in classe la prima volta, forse a causa dei precedenti problemi di D., tutti notarono la mia magrezza e mi etichettarono subito come anoressica. Fu una cosa molto fastidiosa, perché aleggiava un clima da "buona crocerossina" e senza alcun tatto mi ritrovai a dover declinare le "gentili" (quanto invadenti) proposte di aiuto o di dialogo di perfetti sconosciuti. Ben presto, poiché mi dimostrai abbastanza chiusa e formale, venni accusata d'antipatia quasi da tutti e di conseguenza il desiderio di "aiutarmi" calò drasticamente. In tutto questo anche il comportamento di D. cominciò a modificarsi; è difficile da spiegare in termini pratici, ma era come se avesse instaurato una sorta di competizione con me. Tentava di superarmi a livello scolastico e allo stesso tempo ricominciò a non mangiare e a vomitare per superarmi, suppongo, anche nella magrezza. D. viveva con estrema frustrazione i propri insuccessi scolastici ed alimentari e palesava un approccio molto teatrale con il cibo. Ben preso TUTTI si resero conto di quello che le stava succedendo, anche perché D. scoppiava a piangere nel bel mezzo delle lezioni, aveva comportamenti al limite dell'isteria e, sparlando confidandosi con le sue amiche in classe, disse loro che a farla star male ero io. In buona sostanza, a metà anno riuscii, con gran sollievo e gioia, a farmi cambiare di sezione e mi liberai di lei e della sua cricca di amiche crocerossine.

L'ultimo episodio è purtroppo ben più recente; in questi giorni sono successe alcune cose che mi hanno fatto tornare in mente queste due ragazze, ho infatti passato due giornate a Disneyland Paris, con il mio ragazzo e alcuni nostri amici. Tra questi amici c'è anche una ragazza con la quale ho stretto una bella amicizia. Io e lei ci conosciamo da circa due anni e all'epoca del nostro primo incontro lei era la classica ragazza parecchio tonda e parecchio in lotta con il proprio peso. Nel giro di due anni, Effe (così la chiamerò da ora in poi) è riuscita a perdere circa venti chili e di pari passo ha sviluppato una sorta di ammirazione per il mio aspetto. Per quanto ne so io, lei non attribuisce la mia magrezza a malattie o diete particolari, anche perché nel nostro gruppo ci sono due ragazzi magrissimi che, per quantità umana, riportano questa fisicità in un'ottica di perfetta normalità. Quindi Effe vive nella convinzione d'avere un metabolismo molto lento (cosa vera, ma anche dovuta alla sua condotta alimentare) e nel mito del poter un giorno diventare magrissima riuscendo finalmente a rinunciare al cibo. Passando due giorni con lei, mi sono accorta di quanto spesso parli di cibo ed elogi la magrezza estrema in maniera assolutamente ossessiva, tanto da mettere a disagio soprattutto i ragazzi che non sanno mai cosa risponderle e preferiscono quindi tacere. I suoi discorsi vertono su continui paragoni tra la mia fisicità e la sua, tra la mia taglia e la sua, tra quello che mangio io e quello che mangia lei. Per tutto il viaggio, ad ogni pasto, aspettava che io avessi deciso cosa mangiare, solo per prendere più o meno la stessa cosa (salvo poi ordinare altro e colpevolizzarsi alla fine). Effe vive in lotta con il proprio corpo e penso faccia ampio uso di lassativi e forse, a volte, si induca il vomito. Ovviamente non posso averne la certezza matematica, ma ho notato alcuni comportamenti e fatti che mi hanno portata ad intuire questa cosa. Sono anche stata in camera con lei, ci siamo cambiate insieme e il suo corpo la dice abbastanza lunga sui suoi sbalzi di peso... per non parlare del come mi guarda e dei suoi comportamenti prima e dopo i pasti. Molto onestamente penso che questa sua ossessione sia in parte dovuta a me, premetto di non averle mai parlato di diete, peso et simili e siamo finite su discorsi di questo tipo solo molto raramente ed in casi particolari. Il comportamento e "l'evoluzione" di Effe mi hanno ricordato le altre due ragazze delle quali ho parlato poco sopra e, sebbene per il momento io ed Effe siamo in buoni rapporti, a volte le sue parole, i suoi comportamenti ed i suoi atteggiamenti mi mettono in allarme.
Per le mie due ex compagne di scuola non posso fare più nulla e quasi sicuramente non c'è mai stato nulla che potessi fare, ma ad Effe voglio bene e ci conosciamo da tempo. Ormai sono più grande e più matura, quindi non posso fare a meno di considerare il problema sotto altre prospettive. Io e lei siamo rimaste amiche nonostante il ragazzo del quale è innamorata non la ricambi ed abbia una evidente cotta per me (che ovviamente io non incoraggio), fatto che lei attribuisce al suo essere "grassa". Malgrado tutto ci troviamo molto bene insieme, ma la mia presenza è evidentemente deleteria per lei. Sulla base di quanto detto fino ad ora, mi domando se ciò che sono non stia portando Effe non al semplice dimagrire, bensì verso un disturbo alimentare. Per questo motivo ho iniziato a chiedermi se non sarebbe più giusto allentare il rapporto che abbiamo e se, facendo ciò, la sua vita possa poi effettivamente migliorare. In fondo non posso sapere se la situazione sia reversibile, l'unica cosa che so è che non posso aiutarla. Effe nega con forza il problema e comunque io sarei la persona meno indicata per parlargliene, tutto ciò che forse posso fare per lei, è allentare questo rapporto che in fondo penso le faccia più male che altro. Con questo non penso certo di risolvere i suoi problemi, ma forse, venendo a mancare il soggetto che la porta alla competizione nella vita di tutti i giorni, anche le sue ossessioni potrebbero mitigarsi un po'.




giovedì 11 luglio 2013

M.

Un po' di tempo fa sono tornata nella città nella quale ho frequentato la scuola elementare, ero nel mio vecchio quartiere quando ad un certo punto ho sentito qualcuno che mi chiamava. Mi sono voltata e ho visto diverse persone passare, ma sul momento non ho notato nessun viso familiare; credo sia stata questione di pochi secondi e la signora con il passeggino mi ha chiamata ancora e mi ha salutata con la mano.
Malgrado io sia piuttosto fisionomista e tenda a ricordare anche chi ho visto una volta soltanto in vita mia, lì per lì mi sono trovata piuttosto spaesata. Non c'è nessuno nella mia vita che corrisponda alla tipologia della donna che in quel momento mi stava difronte. Senza contare che in quella città (e nello specifico in quel quartiere) non andavo da anni.
Se non fosse stato per l'orrenda zazzera di capelli rossi, ricci ed in formi, non avrei MAI capito che quella donna era M., una mia compagna della scuola elementare e che, in teoria, ha la mia stessa età.
M. indossava un vestito informe color topo, tutto il suo corpo era orrendamente appesantito e avanzava spingendo un passeggino blu con dentro un bambino unto e rubicondo che si leccava insistentemente il palmo della mano e allo stesso tempo teneva per mano un altro marmocchio più grande.
Non ho idea di che faccia potessi avere in quel momento, ma lei si è avvicinata tutta sorridente e ha dato il via alle solite battute che ci si scambia in questi casi: come stai, cosa fai, dove vivi, studi o lavori, ti trovo bene io NO ohmmioddio!!!, come si chiamano i tuoi mostri figli, ecc ecc
Così, praticamente in mezzo alla strada, è emersa la storia e la vita di M.
M. è rimasta incinta mentre io ero alle superiori, ha lasciato la scuola per questo motivo, si è poi sposata con il padre del secondo bambino e fa la casalinga. Ha qualche capello bianco, per quanto la cosa possa sembrare surreale visto che neanche mia madre li ha! Dimostra almeno quindici anni più di quelli che dovrebbe avere e non si capacitava di come io non fossi cambiata affatto.
Per tutto il tempo di questa conversazione io non sapevo cosa dire, volevo andarmene e avrei preferito essere sulla Luna piuttosto che lì. M. mi faceva tristezza e allo stesso tempo schifo, aveva gli occhi vuoti di chi non vede più niente e parlava di nullaggini domandando e rispondendosi da sola. Ogni volta che mi chiedeva qualcosa di personale si affrettava a coprire le mie parole con frasi quali "eeeh... ma con una famiglia poi cambia tutto", "eeeh... ma dopo due figli quel fisico te lo sogni!", "eeeh... quando ci passerai capirai", "eeeh... ma che vestiti?", "eeeh... mi sarebbe piaciuto fare xxx, ma ci sono altre cose adesso", "eeeh... bla bla bla bla".
E' stato un vero incubo, quella persona è lo spettro vivente di tutto ciò che io non voglio essere né sarò MAI! Non potevo credere che fosse mia coetanea, a volte rivedo altre compagne del liceo e non mi ero mai trovata in presenza di tanta fatiscenza. M., i suoi bambini grassocci e con il moccio, il suo vestito da casalinga sfatta, i suoi capelli osceni, quel corpo flaccido e le sue parole rassegnate, mi hanno completamente disgustata.
Continuavo a chiedermi perché non avesse abortito o perché non fosse scappata o perché non scappasse adesso, ma più mi stava davanti e più capivo che non poteva andare da nessuna parte.

Ho sempre saputo di non voler figli e non ho mai pensato di voler mettere su casa per badare a mio marito, stirare calzini e pulire cessi, ma adesso preferirei essere morta piuttosto che dover anche solo sbirciare in quella direzione.
Sono più che mai felice della vita che conduco e anche se molti mi dicono che poi, crescendo e dopo invecchiando, di queste cose non mi resterà nulla, io rispondo che ADESSO ho TUTTO (e ciò che ancora non ho sono ben intenzionata ad ottenerlo e/o a prendermelo) e ne godo. NIENTE è per sempre, i figli possono morire o odiarti, il marito ti può lasciare, la casa ti può crollare addosso, il lavoro lo puoi perdere! Per quanto mi riguarda neppure "l'anima" è immortale e tutti siamo destinati a finire. Quello che conta è ciò che sei e ciò che fai, perché alla fine sono quelle le cose che restano fino a quando si è vivi e consapevoli.
Io voglio essere bella il più a lungo possibile, voglio amare il più intensamente possibile, essere amata a mia volta altrettanto fortemente, voglio essere desiderata, voglio spendere il mio denaro per cose che amo e mi gratificano, voglio leggere, voglio scrivere, voglio viaggiare, voglio pagare il ridotto ingannando con il mio aspetto il più a lungo possibile, voglio ricevere altre lettere d'amore, voglio tagliare in due il mondo e spero di poter finire ritirandomi con classe. Non temo la solitudine o il giudizio delle persone, come tutti ho degli interrogativi e dei timori riguardo al futuro, ma di una cosa sono assolutamente certa: io resterò sempre e comunque me stessa e non permetterò a niente e nessuno di deformarmi.